Alle imprese digitali servono imprenditori digitali

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(Adnkronos) – Per essere imprenditori vincenti nell’era digitale, occorre cambiare anche alcune abitudini e convenzioni consolidate. Lo scambio di biglietti da visita e contratti firmati intorno a un tavolo, ad esempio, poco si addice alla velocità con cui si conducono gli affari nella Rete. Ancor prima di introdurre robot e intelligenza artificiale nei processi organizzativi e produttivi aziendali o usare i big data per decisioni strategiche, occorre fare un salto di qualità che consenta di andare oltre la tradizionale “identità analogica”.

Nell’era del new normal, la nostra identità si è evoluta lungo i piani e le linee invisibili delle relazioni che oggi collegano sulla Rete persone, cose, organizzazioni, idee. Un cambiamento che coinvolge tanto i grandi quanto i piccoli imprenditori. L’emergenza degli ultimi due anni ha messo centinaia di migliaia di loro davanti alla necessità della digital transfomation: un’opportunità a lungo ignorata perché – a torto – liquidata come “roba da specialisti”. Sospensioni delle attività, chiusure, riduzione della mobilità hanno invece dimostrato, in poco tempo, quanto errata fosse questa percezione. Sin dal primo lockdown, per tantissime micro e piccole imprese l’uso di strumenti di digital trust è stato determinante per mantenere l’operatività e non soccombere all’impatto economico della pandemia. Un grande passo avanti nel modo di fare impresa che è stato possibile realizzare in poco tempo grazie strumenti quali la Pec, la fattura elettronica e, ancor più, la firma digitale.

Principale protagonista di questa evoluzione, la firma digitale permette di sottoscrivere documenti di ogni natura con pieno valore legale e di completare procedure online sia verso la Pa sia tra privati. In pratica, un sinonimo di efficienza e una garanzia per la continuità del business anche in momenti di crisi. Una leva per semplificare l’attività, aumentare la competitività, risparmiando tempo e denaro: dall’apertura di un conto di home banking alla partecipazione a bandi e gare, dalla richiesta di agevolazioni all’invio dei documenti allo Sportello Unico per le Attività Produttive (Suap) o a quello per l’Edilizia (Sue), alla sottoscrizione dei capitolati e offerte per gare di appalto, contratti e accordi tra privati o imprese e ogni comunicazione formale, interna o esterna, dell’impresa.

Introdotta vent’anni fa per semplificare i rapporti tra imprese e Pa – in primis verso il Registro delle imprese delle Camere di commercio – la firma digitale si è trasformata da scatola nera per addetti ai lavori (uffici amministrativi delle aziende, commercialisti, notai) a strumento irrinunciabile anche per gli imprenditori stessi, per guadagnare efficienza, risparmiando tempo e denaro. Anche perché ottenere la propria firma digitale è sempre più semplice, anche da remoto e senza bisogno di spostamenti o spreco di carta.

Per favorire la diffusione di questo strumento, insieme agli altri legati all’identità digitale, dopo vent’anni dal primo pionieristico lancio della firma digitale in Italia, le Camere di commercio hanno da poco deciso di tornare a svolgere il ruolo di certificatore ufficiale attraverso InfoCamere, la società del sistema camerale per i servizi digitali. Grazie all’accreditamento ricevuto dall’AgID come Qualified Trust Service Provider (Qtsp), attraverso il sito web e quelli delle Camere di Commercio InfoCamere offre la possibilità di ottenere in modo facile e veloce una vera e propria “cassetta degli attrezzi” per gestire la propria identità digitale: dalla firma digitale, Smart card o Token – il supporto wireless che consente di firmare da smartphone, tablet o pc praticamente ovunque – per finire alla CNS, la Carta nazionale dei servizi in cui risiede la nostra identità digitale. Senza contare che, con la possibilità di richiederla online, gli imprenditori non hanno più bisogno di recarsi fisicamente in Camera di commercio per la procedura di identificazione. Anzi, è la Camera che li raggiunge ovunque siano – a casa, in ufficio, in viaggio – grazie a una procedura breve, semplice e interamente online.

Un’opportunità concreta di accelerare sulla via della digitalizzazione, soprattutto per quel mondo di piccole imprese tradizionali che si colloca tra i protagonisti dell’export – già radicati nei nuovi territori digitali – e le giovani realtà che nascono con il dna dell’innovazione.

Avvicinare milioni di cittadini imprenditori alla firma digitale con un servizio semplice, sicuro e uniforme su tutto il territorio nazionale, è un modo per assicurare a tutti i protagonisti dell’economia la disponibilità dei “fondamentali digitali” senza i quali, semplicemente, si è destinati a rimanere spettatori del new normal con cui tutti ci dobbiamo misurare.

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