Alleanza Pd e M5S, Calenda: “Sarebbe la fine del nostro partito”

alleanza Pd e M5S

Dopo giorni di scontri a distanza, la crisi di governo tra poche ore sarà ufficialmente in Parlamento. Il premier Giuseppe Conte parlerà al Senato e poi salirà al Colle. Intanto tramonta l’esperienza di governo giallo-verde e nessun nuovo scenario è escluso. I grillini pare abbiano chiuso definitivamente con la Lega, perché “Matteo Salvini si è rivelato inaffidabile e non più credibile”. Una scelta, quest’ultima, che alimenta l’ipotesi di un’alleanza Pd e M5S. Ma alcuni pentastellati hanno già messo in chiaro il proprio disappunto, non volendo governare al fianco di nemici storici come Renzi o la Boschi. “È la bufala dell’estate che la Lega sta diffondendo dopo aver fatto cadere il governo”. Così hanno smentito i ministri M5s Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede.

Il capogruppo leghista Massimiliano Romeo ha precisato: “Perché nasca un governo Pd-5 stelle serve il voto dei 40 senatori renziani al Senato. I grillini lo dicano chiaramente: accetterebbero quei voto si o no?”. Inoltre, secondo il ministro per i Rapporti con il Parlamento: “Chi vota contro il premier Giuseppe Conte lo fa per non tagliare i parlamentari”. Salvini ha definito orribile l’idea di un’alleanza tra grillini e Partito democratico. Anche Carlo Calenda, tra le fila del Pd, ha commentato: “Sarebbe la fine del partito”.

Alleanza Pd e M5S per Calenda

“Da Conte in Senato mi aspetto tutto o il contrario di tutto”. Comincia così la dichiarazione rilasciata dall’eurodeputato del Pd Carlo Calenda, il quale ha aggiunto: “Conte è stato il presidente del Consiglio del peggior governo. Spero che il Pd non lo innalzi al ruolo di statista, sarebbe l’ultima beffa”. Così Calenda ha esplicitato il suo dissenso circa una possibile alleanza Pd-M5S. A tal proposito ha ribadito: “Continuo a pensare che rappresenterebbe la fine del Pd. Si possono fare governi con chi ha idee diverse, non con chi ha valori diversi“. “Lo abbiamo sostenuto fino a 15 giorni prima della più grande giravolta politica che le cronache ricordino”, è l’altra frecciatina al governo giallo-verde. Ai suoi ha detto: “Spero che Gentiloni e Zingaretti diano segnali di esistenza in vita. Altrimenti il Pd già oggi spaccato nella base, e pieno di rancori nei vertici, morirà”.

Stando alle dichiarazioni rilasciate da Calenda alla Repubblica, per porre fine all’attuale crisi di governo l’unica soluzione è il voto anticipato. “È indispensabile. I progressisti vengono sconfitti in tutto l’Occidente perché negli ultimi 30 anni non hanno visto la frattura profonda tra progresso e società che si stava determinando. Non risorgeranno scappando dalle elezioni. I sovranisti si battono con idee nuove, coraggio e una classe dirigente all’altezza. Non con governi Frankenstein che hanno come unico obiettivo l’autopreservazione”. E ancora: “Se la classe dirigente dell’opposizione non si sente in grado di affrontare le elezioni, si cambia la classe dirigente non ci si allea con gli avversari antidemocratici per evitarle”.

Anche i grillini hanno negato l’ipotesi di un’alleanza con Renzi e Bosch. Tuttavia, Calenda commenta: “Ma figuriamoci. Se c’è una cosa che questa crisi mostra con evidenza è il trasformismo e la spregiudicatezza di tutta la classe politica. Da Grillo a Renzi, da Salvini a Di Maio. È un discredito che amplierà il solco tra cittadini e politica, in un momento in cui dovremmo riportare le persone all’impegno”.

Il commento di Zingaretti e Renzi

Nicola Zingaretti frena le fantasticherie e le ipotesi che hanno preso piede negli ultimi giorni. “Come abbiamo sempre detto: attendiamo le dichiarazioni di Conte e l’apertura della crisi. A quel punto alla Direzione del 21 riaffermeremo una posizione chiara: o nel corso delle consultazioni si verificano le condizioni per un governo forte e di rinnovamento anche nei contenuti o è meglio il voto”, ha dichiarato.

Anche Matteo Renzi, intervistato da Studio Aperto, ha voluto far sapere che i “senatori del Pd votano contro il governo Conte. Il governo Conte, Salvini, Di Maio ha messo in ginocchio l’Italia. Vada a casa”. Quindi l’ex premier ha aggiunto: “A me interessa soltanto che ci sia un governo, che non si vada a votare, per evitare l’aumento dell’Iva. Dei giochi dei partiti, compreso il mio, compreso il M5S, compresa la Lega, non mi occupo. Contro di me ci sono stati attacchi sguaiati e volgari, metterli da parte mi costa ma prima viene l’Italia”.