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Le allergie più strane, dal freddo all'acqua

Filippo Panza
Yahoo! Notizie
19 novembre 2012
Allergia Fotolia
Allergia Fotolia

Non si conoscono ancora bene le cause né lo sviluppo. Non esiste una cura, ma solo parziali rimedi. E’ l’orticaria da freddo. Si tratta di una reazione allergica alle basse temperature, che provoca eruzioni cutanee, chiusura alla gola e prurito generale. Una patologia rara, che colpisce una persona ogni 100mila, in grado di portare fino allo shock anafilattico e, nei casi estremi, alla morte. L’orticaria da freddo, come la maggior parte delle forme allergiche, si sta diffondendo sempre di più. anche in Italia. Ma è dagli Stati Uniti d’America, da Sterling in Colorado per l’esattezza, che arriva una delle storie più recenti e commoventi. E’ quella di Connor Frankenfeld, un bambino di 5 anni, che due anni fa ha scoperto di essere allergico al freddo. Una scoperta non facile da capire e da accettare per i suoi genitori Mike e Melissa. “E’ stato molto strano – racconta la madre di Connor al sito ABCNews.com - abbiamo visto questa eruzione cutanea nella zona del pannolino e l’ho trattata con rimedi casalinghi, ma è stato peggio. Ho provato a cambiare detergenti e saponi, ho portato il bimbo dal dottore. Hanno detto che era dermatite da pannolino”.

Il personale calvario del piccolo Connor è stato analizzato nel giro di un anno da vari medici. E alla fine è stato Bill Lanting, medico presso il Centro di asma e allergie delle Montagne Rocciose, a capire che si trattava di orticaria da freddo. Per farlo ha effettuato il test più comune in questi casi: premere un cubetto di ghiaccio contro il braccio per quattro minuti. La reazione delle cellule che si trovano sotto la pelle, i cosiddetti mastociti, che intervengono nella genesi delle reazioni allergiche, di ipersensibilità e anafilattiche, non ha lasciato più alcun dubbio. L’unica terapia possibile è la cura con Benadryl, un antistaminico. Ma per Connor, ormai, molte delle normai attività quotidiane sono un possibile pericolo. Potrebbe bastare un bagno in una vasca fredda, bere una bevanda fresca, mangiare un gelato o anche soltanto trovarsi sotto l’aria condizionata per scatenare gonfiori e problemi respiratori. Anche camminare su pavimenti in legno potrebbe essere fatale. E non servirebbe nemmeno trasferirsi in un posto caldo. “Quando a Connor è stata diagnosticata l’allergia – racconta la madre Melissa, che è animatrice su Facebook di una pagina sull’orticaria da freddo - ci hanno detto che potrebbe restare come ora oppure peggiorare, ma non ci sono abbastanza informazioni per sapere come procederà”. Per i Frankenfeld il dramma è doppio. Anche Taylor, infatti, la sorella maggiore di Connor soffre della stessa patologia. E ha rischiato di morire per uno shock anafilattico a causa dell’esposizione all’aria condizionata mentre era a scuola.

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Il caso di Connor, che lotta insieme alla sua famiglia per avere una vita normale nonostante tutto, accende i fari su un tipo di allergia piuttosto sconosciuta. Uno stato alterato del corpo umano che può colpire a tutte le età, magari per motivi genetici o legati a un particolare momento. Una reazione il più delle volte gestibile, ma, in alcune circostanze e a determinate condizioni, pericolosa anche per la vita. La ricerca sta provando a fare passi in avanti per trovare una cura efficace. In uno studio pubblicato online nel mese di gennaio dal New England Journal of Medicine, Joshua Milner dell’Istituto Nazionale di allergie e malattie infettive (Niaid) e alcuni suoi colleghi, hanno trovato una mutazione genetica in 27 persone di tre famiglie, tutte colpite da orticaria da freddo ereditaria mescolata ad altre anomalie del sistema immunitario. Campioni di analisi del sangue hanno rivelato che molti pazienti producono anticorpi contro le proprie cellule e tessuti (autoanticorpi), che li rendono più suscettibili a sviluppare la malattia autoimmune. Più della metà ha avuto una storia di infezioni ricorrenti e le prove di laboratorio hanno rivelato che la maggior parte aveva bassi livelli di anticorpi per combattere le infezioni. In tre casi i pazienti avevano immunodeficienza comune variabile, una malattia che richiede frequenti infusioni per via endovenosa di immunoglobuline per prevenire le infezioni gravi. Sette pazienti soffrivano di granulomi, masse di tessuto infiammato.

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L’orticaria da freddo non è certamente l’unica forma allergica che, nella sua stranezza e rarità, condiziona la vita delle persone malate. A fare una triste compagnia a Connor c’è in Australia un ragazzino che sembra essere allergico a tutti i cibi e alle bevande eccettuando acqua, ghiaccio e un certo tipo di limonata. In caso ingerisca qualcosa di diverso pare soffra di ulcere allo stomaco e lancinanti dolori. Sempre nel paese dei canguri c’è una ragazza che a 14 anni, dopo una tonsillite, ha scoperto di essere allergica all’acqua. Ora non può lavarsi spesso e mai per più di un minuto. Il rischio sono delle fastidiose eruzioni cutanee. La giovane Claire, in Inghilterra, invece, arriva ad addormentarsi fino a 100 volte al giorno. Non si tratta di narcolessia, ma di cataplessia, cioè una reazione a qualunque tipo di emozione un po’ più forte del normale. Anche un saluto o una risata possono indurla a delle paralisi che vanno dai 30 secondi ai 5 minuti. E anche in Italia non mancano casi di strane forme di allergia. L’anno scorso ha fatto scalpore la storia di Camilla, una bambina di 5 anni della provincia di Treviso, che è affetta da Mcs (Multiple chemical sensitivity). Si tratta di una malattia invalidante, ma non riconosciuta dal Servizio sanitario nazionale, che provoca intolleranza ad una grande quantità di sostanze di uso comune: dai conservanti agli insetticidi, dagli aromi agli inchiostri, dai detersivi ai deodoranti, dai saponi alle colle. Oltre al danno la beffa. La cura per Camilla è costosa e si basa soprattutto sulle flebo detossificanti acquistabili solo presso alcune strutture specializzate negli Stati Uniti, in Canada e in Gran Bretagna.

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La casistica delle allergie rare è ormai abbastanza lunga. C’è chi è affetto da fotosensibilità e non può godersi nemmeno una vacanza perché il sole potrebbe provocargli terribili eruzioni cutanee e prurito. Una patologia in crescita per la diversa posizione dei raggi ultravioletti e l’aumento dell’inquinamento. Non mancano casi sempre più frequenti di allergia alle ciglia finte. Le colle utilizzate scatenano casi di reattività a cosmetici. Nemmeno la tecnologia aiuta in questo campo. Le radiazioni e i campi elettromagnetici prodotti da telefonini, tv, pc e altri apparecchi hi-tech possono essere causa di eczema o dermatiti. L’elettrosensibilità è un problema, secondo una stima dell’Organizzazione mondiale della sanità, per l’1-3 per cento della popolazione mondiale. C’è poi l’allergia al nichel, che colpisce il 10 per cento degli italiani e in particolare le donne. Un elemento presente, ad esempio, nelle monete da 1 e 2 euro ma anche nei lettori mp3. Non se la passano bene nemmeno quelle persone che se bevono un paio di cocktail possono subire rush cutanei, difficoltà di respirare, crampi addominali e cali di pressione fino al collasso. Qualcuno non può permettersi nemmeno particolari effusioni. E’ la categoria dei cosiddetti ‘allergici al sesso’, le persone che non sopportano il liquido seminale, e degli ‘allegici ai baci’, coloro che sono troppo sensibili a tutti i residui presenti nella bocca. Tra le ultime scoperte c’è l’allergia alla carne rossa. Secondo gli studiosi a innescare gravissime reazioni è uno zucchero chiamato alfa galattoso, che si trova proprio nelle carni dei mammiferi.

L’attenzione su queste tematiche sta crescendo. Recentemente l’Organizzazione mondiale per la salute (Oms) e l’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) hanno lanciato l’allerta sul rischio di un aumento delle allergie respiratorie a causa dei cambiamenti climatici. In gran parte dell’Europa la stagione della crescita di diversi alberi e piante, infatti, è cambiata. Il risultato è la sempre maggiore messa in circolazione di pollini con effetti deleteri per l’asma. L’inquinamento da particolato e ozono, poi, ha un’influenza rilevante sulle morti per malattie cardiocircolatorie. Perfino il cinema qualche anno fa si è soffermato sulle allergie rare. Nel 2001, infatti, nel film “The Others” Nicole Kidman era la protettiva mamma di due bambini affetti da Xeroderma pigmentoso, una malattia che non permette di esporsi alla luce del giorno. Negli ultimi anni qualche speranza si è accesa. Ma la strada verso la scoperta di cure è appena agli inizi.