Allerta alle Bahamas, in arrivo una tempesta tropicale

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Massima allerta alle Bahamas per il passaggio di un tempesta tropicale. Dopo i gravissimi danni riportati a seguito del passaggio del violentissimo uragano Dorian, le isole si apprestano ad affrontare una nuova emergenza. L’allarme è stato lanciato dal National Hurricane Center di Miami proprio mentre il segretario generale dell’Onu era in visita nell’arcipelago e metteva in guardia sui pericoli legati al cambiamento climatico. Secondo gli esperti, una nuova depressione si sarebbe formata nei pressi delle Bahamas, e sarebbe destinata a diventare una tempesta tropicale.

Allerta alle Bahamas

Secondo le previsioni degli esperti, sulla traiettoria della tempesta ci sarebbero attualmente Grand Bahama e Abaco, due isole già duramente colpite dal passaggio di Dorian. Si prevedono venti a 100 km/h e piogge intense che potrebbero provocare inondazioni. “Non è ancora un ciclone ma ha le potenzialità per diventarlo” ha dichiarato il capo dei servizi meteorologici delle Bahamas. La situazione però risulta ancor più grave se si considera che non si è ancora conclusa la conta dei danni del precedente disastro e molte strutture sono ancora danneggiate e inagibili. Diversi ospedali sono chiusi, il cibo scarseggia così come il carburante, e in alcune zone non è ancora stata ripristinata la corrente elettrica. In questo quadro, la tempesta non farebbe altro che ritardare i soccorsi, motivo per il quale le autorità hanno invitato nei centri di accoglienza tutti coloro i quali hanno la casa ancora danneggiata.

I cambiamenti climatici

Antonio Guterres, segretario generale dell’Onu in visita alle Bahamas, ha voluto portare l’attenzione sui gravi cambiamenti climatici che stanno interessando il pianeta: “Nell’era delle crisi climatiche gli uragani e le tempeste sono sovralimentate – ha detto -. Hanno luogo con un’intensità e una frequenza maggiori rispetto al passato. Un risultato diretto del riscaldamento degli oceani“. Guterres ha poi chiesto “un’azione urgente” da parte della comunità internazionale, senza la quale “le cose non potranno che peggiorare“.