Allestimenti tecnologici per l’Opera Festival all’Arena di Verona

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Verona, 25 mag. (askanews) – La pandemia non ha fermato la grande musica e nonostante le mille difficoltà la Fondazione Arena di Verona presenta una stagione che rilegge in maniera tecnologica gli spazi grandiosi, in una nuova narrazione che vuole idealmente abbracciare tutta la bellezza italiana come racconta la Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia.

“Abbiamo optato per allestimenti più leggeri, per la tecnologia con questi grandissimi schermi ledwall, 400 metri quadrati di schermi, in cui abbiamo inserito dei contenuti assolutamente straordinari. c’è venuto in mente di fare rete con tutta la nostra penisola con le grandi istituzioni museali, non solo archeologiche, e addirittura con i Musei Vaticani per inserire delle immagini in ogni titolo d opera, parliamo di Cavalleria Rusticana, Pagliacci, Aida, Nabucco, Traviata e Turandot ma anche il Requiem di Verdi e la Nona Sinfonia di Beethoven. Quindi mettiamo insieme le forze e ripartiamo tutti insieme, siamo stati tutti chiusi, noi e i musei e vogliamo insieme riaprire e mostrare al mondo la grande cultura italiana che però è patrimonio dell’umanità”.

I grandi musei italiani, tra questi il Museo Egizio di Torino, le Gallerie degli Uffizi, i parchi archeologici di Paestum, Pompei e della Valle dei Templi, hanno accolto con entusiamo questa idea. Per la 98esima edizione del Festival arriveranno in Arena i più grandi nomi delle musica ma non solo.

“Cominciamo da Riccardo Muti, il Maestro dei Maestri che torna all Arena di Verona dopo 41 anni di assenza e ha accettato di tornare proprio per Aida nel 150enario della prima del Cairo del 1871, per non parlare del ritorno di Anna Netrebko nel ruolo di Turandot, Jonas Kaufmann per la prima volta all’Arena di Verona in una serata totalmente dedicata a lui, avremo di nuovo il nostro Roberto Bolle, e Placido Domingo”.

Dalla totale incertezza sui tempi e le modalità delle riaperture è nata l’idea di affidare le nuove produzioni ad un’identità collettiva costituita da tutte le maestranze areniane e guidata da Cecilia Gasdia.

“La mia piccola legione romana, avevamo tempi ridottissimi e soltanto chi conosce perfettamente questa realtà, perché questo teatro è diverso da tutti gli altri, e chi ci ha lavorato ha una esperienza decennale dal sovrintendente all ultimo operaio in qualsiasi reparto siamo stati travolti da questo unico disegno e tutti insieme firmiamo di fatto la stagione lirica con 6 nuovi allestimenti e due eventi speciali.

L’Arena fa la storia diventando il simbolo delle ripartenza, guardando al futuro ma nel rispetto della tradizione.

“Noi non abbiamo mai abbandonato, abbiamo tenuto la barra sempre dritta con l idea di fare la stagione, ci può fermare solo qualche motivo sanitario ma siamo pronti e pieni di entusiasmo”.

Un vero progetto corale che vuole essere metafora dello sforzo collettivo di tutta la società per uscire dalla crisi.

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