All'università del gusto: come e dove laurearsi in gastronomia

Adalgisa Marrocco
·Contributor HuffPost Italia
·1 minuto per la lettura
(Photo: nicexray via Getty Images)
(Photo: nicexray via Getty Images)

Diventare chef e professionisti della gastronomia. È questo il sogno di tanti giovani italiani, appassionati di cucina e del mondo del food. Nonostante la crisi generata nella ristorazione dalla pandemia la tendenza pare confermarsi: a rivelarlo è un recente sondaggio Monitor, condotto in collaborazione con Fine Dining Lovers.

I dati rivelano che nonostante le difficoltà, nella categoria chef under 35, un giovane su sei è convinto che riuscirà ad avviare la propria attività. Inoltre, la metà degli intervistati ritiene che il futuro creerà consumatori sempre più consapevoli, ragione per cui la formazione è ritenuta la carta vincente che permetterà al settore di superare la crisi globale.

A tale riguardo sono molte le università italiane che, facendo tesoro del patrimonio alimentare e di conoscenze nostrano, formano i futuri professionisti della cucina, delle eccellenze enogastronomiche e dell’alimentazione.

L’interrogativo, come sempre, è: da dove cominciare? Grazie alla rubrica Futuro, HuffPost Italia ha selezionato alcune interessanti accademiche, tra corsi di laurea e master.

Corsi di Laurea

Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo

L’Università degli studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, nata e promossa nel 2004 dall’associazione internazionale Slow Food con la collaborazione delle regioni Piemonte ed Emilia Romagna, è un’università non statale legalmente riconosciuta dallo stato italiano. L’ateneo forma i gastronomi, nuove figure professionali che hanno conoscenze e competenze interdisciplinari nell’ambito delle scienze, cultura, politica, economia ed ecologia del cibo e sono in grado di sviluppare valori come la sostenibilità e la sovranità dei sistemi alimentari globali, comprendendone tutte le fasi, dalla produzione al consumo. Diversi i corsi di...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.