All'Urbaniana l'urgenza di una Chiesa che diventi missionaria

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Città del Vaticano, 28 nov. (askanews) - Proseguono a ritmo serrato alla Pontificia Università Urbaniana, i lavori del Convegno internazionale "Dalla Maximum illud alla Evangelii gaudium", "sull'urgenza della trasformazione missionaria della Chiesa".

La sessione di questa mattina è stata aperta dal Prof. Mauro Ceruti, dell'Università IULM Milano, che ha trattato dei "Nuovi scenari. Comunità di destino e umanesimo planetario". Stiamo partecipando alla nascita di una comunità planetaria - ha evidenziato il docente a uanto riportato da Fides, agenzia della congregazione per l'Evangelizzazione dei popoli dai quali l'ateneo dipende -, una fitta rete di interazioni, estesa e diffusa sull'intera superficie del pianeta, interessa profondamente e nei modi più imprevedibili la vita quotidiana di ogni abitante della Terra. Il "comune destino" dei popoli della "grande famiglia umana" è una radicale discontinuità che segna la nuova condizione umana emersa nell'età della globalizzazione. Questa condizione porta con sé pericoli inediti (ed estremi), ma anche possibilità inedite. Di fronte ai pericoli inediti, l'umanità "deve" per la prima volta uscire dall'età della guerra e della povertà. A questo scopo è necessaria la costruzione di un'inedita "cultura della complessità". Si tratta di una profonda discontinuità nell'evoluzione culturale dell'umanità. Per la prima volta nella storia umana, proprio nel pericolo sono riunite le condizioni di un superamento della storia fatta di guerre: le potenze di morte, infatti, si sono rafforzate a tal punto da rendere possibile un autoannientamento globale dell'umanità. Oggi la sfida è quella di iniziare a concepire e a vivere, come necessaria oltre che auspicabile, la comunità planetaria in positivo: la sfida è quella di considerare l'appartenenza comune a un intreccio globale di interdipendenze come l'unica condizione adeguata per garantire e migliorare la qualità della vita dei popoli e delle persone; la sfida è quella di trasformare il dato di fatto dell'interdipendenza planetaria nel compito di costruire una "civiltà della Terra", di inaugurare un'evoluzione antropologica verso la convivenza e la pace. E il problema della pace non è separabile dal problema della povertà, il problema della povertà non è separabile dal problema della giustizia.

P. Alexandre Awi Mello, Segretario del Dicastero vaticano per i Laici, la Famiglia e la Vita, si è soffermato sul tema: "Battezzati e inviati. La vocazione evangelizzatrice dei Laici e dei movimenti ecclesiali". I fedeli laici, come partecipanti alla missione profetica, sacerdotale e pastorale di Cristo - ha ribadito -, sono inviati nella potenza della loro consacrazione battesimale come protagonisti della trasformazione missionaria della Chiesa, voluta da Evangelii gaudium e già richiesta in Maximun illud. In tempi di secolarizzazione, i laici sono evangelizzatori particolarmente adatti ad assicurare l'adeguato rapporto Chiesa-mondo, recuperato dal Vaticano II. Per affrontare questa sfida, i movimenti ecclesiali, con la loro forte impronta laicale e missionaria, costituiscono un'opportunità provvidenziale e offrono un servizio prezioso alla Chiesa e alla società.

La Prof.ssa Mi Jung Agnes Kim, del Centre Sèvres, Facultés Jésuites de Paris, si è soffermata sulla "Sinodalità per la missione nel mondo di oggi". La docente ha presentato un'analisi dell'evoluzione della Chiesa, della Missione e della società negli ultimi 100 anni, in altre parole, l'evoluzione del paradigma della missione da Maximum IIlud a Evangelii Gaudium attraverso Ad Gentes. Dopo aver identificato il cambiamento nella società e la trasformazione della Chiesa, ha illustrato quale paradigma di missione sarebbe appropriato per il mondo di oggi, traendo indicazioni per questa trasformazione della Chiesa dai vari interventi di Papa Francesco. Aprendo molti Sinodi su vari temi, il Papa non ha mai cessato di evidenziare l'orizzonte di una Chiesa sinodale come modello ecclesiale per il terzo millennio. Nella parte finale ha dato alcuni spunti su come pensare concretamente alla sinodalità nella missione tra clero, congregazioni religiose e laici.