Alluvione Aulla, Legambiente: dopo 8 anni il processo langue

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Roma, 25 ott. (askanews) - Mentre oggi, in occasione dell'ottavo anniversario dalla disastrosa alluvione di Aulla, si propongono eventi simbolici per non dimenticare il tragico evento, il processo penale in corso da molti anni subisce continui ritardi, tanto da rendere molto prossima la prescrizione del reato di omicidio colposo. La denuncia arriva da Legambiente che in occasione dell'XI Congresso della Toscana, registrato nelle giornate di sabato 19 e domenica 20 ottobre a Carrara, i 120 delegati provenienti da tutta la regione hanno approvato all'unanimità un appello al Tribunale di Massa, sollecitando il celere svolgimento del processo, "senza ulteriori ritardi".

Legambiente Toscana, parte civile nel processo, denuncia con amarezza i numerosi rinvii, compresa la modifica della composizione del tribunale che ha comportato la ripetizione di molte udienze già svolte. Questo in un procedimento con "forte valenza sociale, morale ed ambientale" dove, dalle perizie della procura "emergono irregolarità amministrative e urbanistiche e vengono individuate nell'occupazione dell'alveo del fiume Magra con edifici e strade le responsabilità della disastrosa alluvione con due morti e danni per decine di milioni di Euro". Per i reati di omicidio e disastro colposo sono imputati diversi tra ex Sindaci e Dirigenti del Comune di Aulla e della Provincia di Massa-Carrara.

"Il miglior modo per non dimenticare - sottolinea Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana - è assicurare giustizia alle vittime e a tutta la comunità colpita dall'alluvione, individuando precisamente le responsabilità e imparando dagli errori per non ripeterli." E poi "in un periodo di emergenza ambientale e climatica come quello che stiamo vivendo - continua Ferruzza - non sarà più tollerabile alcuna indulgenza verso l'occupazione di suolo indebita. Oggi 'adattamento', 'resilienza' e 'prevenzione' sono le regole auree che siamo tutti chiamati ad applicare, senza deroghe".