AlmaLaurea: limitare la perdita di laureati brillanti all'estero

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Roma, 24 ott. (askanews) - La soddisfazione complessiva per l'esperienza all'estero raggiunge un livello molto elevato tra i dottori di ricerca: è pari, in media, a 8,7 su una scala 1-10. Gli aspetti più apprezzati sono il miglioramento delle competenze di ricerca (8,3), la disponibilità di strumenti e infrastrutture (8,2) e i rapporti con il gruppo di ricerca (8,2). Lo si legge nel Rapporto Italiani nel Mondo elaborato dalla Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana.

L'indagine AlmaLaurea realizzata sugli esiti occupazionali dei dottori di ricerca, sottolinea il rapporto, conferma le tendenze, generali, riscontrate con riferimento ai laureati. L'Italia ha bisogno dunque di limitare, per quanto possibile, la perdita di laureati con brillanti curriculum formativi, che hanno sviluppato competenze trasversali, apprezzate e richieste dalle imprese, oltre che utili per reagire meglio alle esigenze del mercato del lavoro, soprattutto nei periodi di crisi economica.

Con questo non si intende dire che andrebbero impediti gli spostamenti verso l'estero. Tutt'altro. E' infatti importante creare reti che permettano di potenziare la mobilità per studio e per lavoro, ma in un'ottica di brain circulation e non di brain drain: favorire dunque la circolazione dei talenti, attraverso flussi bi-direzionali. Per fare questo, però, occorre aumentare gli investimenti in istruzione, a tutti i livelli, e in diritto allo studio, anche per arginare l'effetto determinante che, ancora oggi, il contesto socioculturale di provenienza esercita sulle scelte formative e professionali, comprese quelle di mobilità, dei giovani.