Alpini, 150 anni, 150 scalate: si conclude la frazione lombarda

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Milano, 17 lug. (askanews) – Oggi si è conclusa la frazione lombarda della 150 cime scalate dagli alpini lungo tutto l’arco delle Alpi e degli Appennini per il 150esimo compleanno del corpo: 1600 uomini e donne delle Truppe Alpine dell’Esercito che nel mese di luglio porteranno a termine una serie di 150 marce in montagna.

In realtà ci sarà ancora un appendice nel Pavese la settimana prossima. Ma la frazione alpina è stata portata a termine tra Lecco e Como.

L’iniziativa rientra nel tradizionale addestramento estivo della specialità e mira ad accrescere le capacità dei reggimenti a vivere, muovere e combattere in montagna, in piena autonomia logistica. L’elenco delle cime include il Monte Bianco, il Cervino, il Monte Rosa, il Gran Sasso, il Monviso più altre di complessità variabile, per un totale di 160 mila metri di dislivello, e dieci regioni/province autonome coinvolte.

Tra le 150 cime figurano quelle della Val d’Intelvi, nel comasco, che sono state scalate dalla 108^ compagnia del battaglione L’Aquila, comandato dal tenente colonnello Federico Petrocco e inquadrato nel 9° reggimento alpini della brigata alpina Taurinense: Monte Galbiga, Monte Generoso e Monte Gordona. Alle marce hanno partecipato anche uomini dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA), i quali hanno contribuito a facilitare lo sforzo logistico e lo schieramento della 108 a San Fedele d’Intelvi, che dista 700 km dalla sua sede all’Aquila.

Numerosi gli eventi organizzati dal gruppo locale dell’ANA, con esibizioni della Fanfara della Brigata Alpina Taurinense – che sabato 16 ha presentato una performance di musica in marcia – e della Fanfara Sezionale di Asso, cerimonie di ricordo dei Caduti, e il gran finale di oggi domenica 17, con centinaia di persone che hanno visitato l’accampamento della 108 al termine della sfilata per le vie di San Fedele, che ha visto la partecipazione del vessillo della Sezione ANA di Como – con in testa il presidente Enrico Bianchi – e di 50 gagliardetti dei gruppi comaschi, oltre a undici sindaci della Valle.

La giornata è stata dedicata al ricordo dei battaglioni alpini Val d’Intelvi e L’Aquila (di cui faceva parte il sottotenente Peppino Prisco), il primo sacrificatosi con valore durante la Grande Guerra, il secondo tra gli eroici protagonisti della drammatica ritirata sul fronte russo, i quali – con il loro sacrificio – permisero alla divisione Tridentina di rompere l’accerchiamento sovietico davanti a Nikolajewka all’inizio del 1943.

Lo schieramento del battaglione L’Aquila in Lombardia (oltre al comasco gli alpini in armi hanno operato nel lecchese, in Valsassina, la settimana precedente, scalando la Grigna Settentrionale, il Monte Sodadura e il Resegone) ha rappresentato un’ottima opportunità per addestrarsi in valli e contesti diversi dal solito e di promuovere il territorio, i cui legami con le Truppe Alpine dell’Esercito vantano una tradizione antica che è stata rinnovata con l’occasione.

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