Alpini, Giovanardi: "No a data divisiva, Ana proponga a parlamento il 15/10"

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(Adnkronos) - "L'Associazione nazionale alpini mi ha sempre onorato della sua amicizia che ho sempre cercato di ricambiare con ammirazione e stima". Lo afferma l'ex ministro Carlo Giovanardi, che per quasi vent' anni ha rappresentato governo e parlamento alle adunate nazionali della associazione.

"Gli alpini in armi ed in congedo - continua Giovanardi - riscuotono la riconoscenza e l'affetto di tutti gli italiani e sono sempre stati simbolo di unità e solidarietà. La scelta di fissare per legge la giornata dell'alpino il 26 gennaio, data della battaglia di Nikolajewka del 1943 in Russia, è purtroppo divisiva e rischia ogni anno di alimentare polemiche, purtroppo non solo in Italia, che rischiano di offuscare quel consenso generale che ha sempre circondato gli alpini. Sia pertanto l'Associazione alpini a proporre al parlamento di modificare la data nel 15 ottobre, data nella quale nel 1872 venne fondato il corpo degli alpini, una data che può emblematicamente riassumere le tante eroiche gesta degli alpini in guerra e lo spirito di solidarietà civile in pace. La mia esperienza di ministro per i rapporti del parlamento mi insegna che se la proposta partirà dall'Ana sarà possibile approvarla in sede deliberante in poche settimane".

“Mi amareggia questa polemica sulla data scelta per la giornata dell'alpino, da celebrare il 26 gennaio, giorno della battaglia di Nikolajewka del 1943 in Russia, ad ogni modo per noi la scelta della data non è dirimente. Per noi andrebbe benissimo anche la data del 15 ottobre, giorno in cui è stato fondato il corpo degli alpini, nel 1872, e tra l’altro quest’anno sarebbe un’ottima coincidenza con i 150 anni di fondazione. E' una scelta però che spetta al Parlamento”. Così all’Adnkronos Sebastiano Favero, presidente dell’Associazione nazionale alpini, commenta la proposta dell’ex ministro Carlo Giovanardi, che per quasi vent' anni ha rappresentato governo e parlamento alle adunate nazionali della associazione.

“Abbiamo sempre detto che per noi la scelta della data non è dirimente. Il senso della legge è il riconoscimento degli alpini, in armi e in congedo, il loro senso del dovere e di solidarietà. Per noi quindi il 15 ottobre come data andrebbe benissimo - ribadisce Favero - Voglio ricordare però anche che la battaglia di Nikolajewka non fu una battaglia di conquista ma per tornare a casa, e su questo vorrei che gli storici avessero l’onestà intellettuale di valutarlo. E’ una battaglia che per gli alpini ha un grande significato. Tra l’altro proprio a Nikolajewka nel 2018 abbiamo realizzato un ponte su un fiume che serviva alla popolazione e a Rossosch, dove c’era la sede degli alpini, abbiamo costruito un asilo per 180 bambini tuttora in uso” conclude il presidente dell'Ana.

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