Alta tensione a Hong Kong per lo sciopero generale

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La polizia di Hong Kong ha arrestato 82 persone nel corso della nuova giornata di scipero generale indetto contro Pechino dai lavoratori di una ventina di settori. E' il numero più alto di fermi nel corso di una protesta dall'inizio della nuova ondata di manifestazioni lo scorso 9 giugno. Proteste si sono svolte oggi in sette diversi quartieri della città. Una situazione che la governatrice Carrie Lam ha definito "molto pericolosa”. 

I trasporti pubblici sono già nel caos. Il servizio metropolitano della città è stato sospeso per tutta la mattinata poiché i manifestanti hanno interrotto le partenze dei treni. Altrove i manifestanti hanno impedito il flusso del traffico bloccando strade e tunnel.All'aeroporto internazionale di Hong Kong, centinaia di voli sono stati cancellati o hanno subito pesanti ritardati, perché l'equipaggio di terra dell'aeroporto e il personale delle compagnie aeree hanno partecipato allo sciopero. La compagnia aerea di bandiera Cathay Pacific e la sua controllata Cathay Dragon hanno annunciato la cancellazione di circa 75 voli in partenza da Hong Kong oggi. La compagnia aerea Hong Kong Airlines nel frattempo ha riferito che 40 voli in entrata e in uscita dalla città sono stati cancellati. 

Hong Kong sta rischiando la sua semi-autonomia dalla Cina a causa delle nuove proteste antigovernative e di uno sciopero nel settore dei trasporti che sta paralizzando l'ex colonia britannica, ha detto Carrie Lam spiegando, nel corso di una conferenza stampa, che nove settimane consecutive di protesta hanno destabilizzato la città. Molti manifestanti, che ha definito in gran parte violenti, stanno "spingendo Hong Kong sull'orlo di una situazione molto pericolosa", ha detto Lam. 

La situazione sta ora minacciando lo status della ex colonia britannica come territorio semi-autonomo dalla Cina fino al 2047 con un accordo noto come "un paese, due sistemi", ha continuato. "Queste ulteriori pretese distruggeranno Hong Kong e metteranno a rischio "un paese, due sistemi", per procedere con quella che chiamano "rivoluzione", ha aggiunto Lam. 

Le proteste sono iniziate il 9 giugno contro un disegno di legge, poi sospeso, che avrebbe consentito l'estradizione di sospetti criminali nella Cina continentale. Da allora si è intensificata la rabbia contro il governo di Hong Kong e la stessa Lam, che non è riuscita a soddisfare nessuna delle richieste dei manifestanti, compresa quella di dimettersi e formare una commissione indipendente per indagare sulle violenze da parte della polizia.