Alternative per l'energia. L'Italia e la ricerca dell'autosufficienza

Con la guerra in Ucraina l'indipendenza energetica è diventata una priorità per tutta Europa, e paesi come l'Italia, dipendenti dalle importazioni di idrocarburi, accelerano nella ricerca di fonti alternative.

Alle porte di Roma ricercatori e tecnici dell'Enea sperimentano soluzioni per produrre energia abbassandone i costi, tanto economici quanto ambientali con risultati incoraggianti, anche se restano problemi, come nel caso dell'idrogeno.

David Pumiglia, ENEA: "Al momento, il punto più critico per l'introduzione di questa tecnologia nella nostra vita quotidiana è probabilmente il costo di produzione. (...) produrre un kilowatt di potenza con queste macchine costa circa diecimila euro (...) dovremmo abbassare il costo a circa quattromila euro per kilowatt" .

Sebbene la guerra abbia frenato il processo di transizione ecologica, ad esempio riportando in auge le centrali a carbone, le nuove tecnologie energetiche potrebbero ridurre l'impronta ambientale, tagliando le emissioni di anidride carbonica.

Giuseppe Messina, ENEA: "La riduzione delle emissioni di CO2 è un obiettivo fondamentale, perché stiamo cercando di eliminare i gas serra in tutti i modi possibili, e la CO2 è il più rilevante..Abbiamo a disposizione diverse tecnologie, una di queste utilizza l'idrogeno, ma dobbiamo studiare come i sistemi esistenti si adattano all'uso di questo nuovo carburante".

Oltre che su idrogeno e biogas, i ricercatori dell'Enea lavorano anche su nuove generazioni di centrali solari, con lo scopo di aumentare rapidamente la quota di energia rinnovabile prodotta in Italia, oggi sotto il 30 per cento del totale.

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