Alto Adige a un passo dalla zona gialla, "a un passo dal deragliamento"

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Bolzano (Photo: ANSA)
Bolzano (Photo: ANSA)

La quarta ondata arriva da nord e di certo non si ferma al Brennero. Siamo ad un passo dal deragliamento, anche perché in Alto Adige abbiamo una bassa percentuale di vaccinati”. Lo ha detto l’assessore alla sanità Thomas Widmann. In Alto Adige - ha detto - la quota degli immunizzati è del 10% inferiore al resto dell’Italia. “In due settimane il numero di nuovi casi è aumentato di 15 volte, l’incidenza di 10 e il numero di ricoveri è triplicato”, ha detto Widmann ribadendo che “serve il rispetto delle regole in vigore, più controlli e la terza dose che da domani sarà accessibile a tutti dopo sei mesi”.

In Alto Adige i sanitari sospesi perché non vaccinati sono 700 e cresce la preoccupazione sulla tenuta degli ospedali. I pazienti covid attualmente ricoverati sono 79, di questi 9 in terapia intensiva. In provincia di Bolzano il contagio in queste ultime settimane è molto alto. Come ha aggiunto il governatore Arno Kompatscher, gli ospedali rischiano il sovraccarico. L’incidenza - ha fatto presente - è più alta nelle regioni del nord, come l’Alto Adige e il Friuli, “ma non solo per questioni climatiche, ma anche per il basso tasso di immunizzati”. Il presidente altoatesino ha lamentato anche la poca disciplina.

“Non serve escludere i non vaccinati dal Green pass se questo non viene controllato”, ha sottolineato, invitando aziende, associazioni ed organizzazioni a far rispettare le regole ed evitare eventi che possono essere rinviati.
“Tutti noi non vogliamo un altro lockdown”, così Kompatscher. L’assessore Widmann ha informato che in terapia intensiva si trovano “quasi esclusivamente non vaccinati e i pochi vaccinati hanno gravi malattie pregresse”. “Muoiono anche persone senza patologie importanti più giovani di me”, ha detto Widmann. “Le prenotazioni per la stagione invernale sono molte, ma siamo praticamente in zona gialla e il passo verso l’arancione è breve”, così l’assessore che ha annunciato contatti con Roma per poter intervenire in modo mirato almeno in alcuni comuni.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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