Altolà dell'Europa sul Mes: "No al rinvio dell'accordo"

Giandomenico Serrao

"Non vedo necessità" di modificare l'accordo raggiunto sulla riforma del trattato Mes o gli allegati. Mario Centeno gela le velleità di Movimento Cinque stelle e Lega di apportare cambiamenti al Mes rispetto all'accordo di giugno, sottolineando che l'intesa sarà firmata all'inizio del prossimo anno. "Stiamo affrontando questioni tecniche. L'accordo politico è stato raggiunto. Pensiamo che sia importante che il dibattito politico avvenga in tutti gli Stati membri. I ministri lo sottolineeranno oggi. Ma non vedo margine" per modificare l'accordo o un rinvio più lungo, ha detto il presidente dell'Eurogruppo, al suo arrivo alla riunione dei ministri delle Finanze della zona euro.

Sul Meccanismo europeo di stabilità "abbiamo raggiunto un accordo politico a giugno, il lavoro tecnico è stato fatto e oggi faremo il bilancio con la prospettiva di formare la modifica al trattato molto presto l'anno prossimo", ha tagliato corto il presidente dell'Eurogruppo sottolineando che la firma a inizio 2020 non va "interpretata come un rinvio", anche se l'Eurogruppo è disponibile ad "andare incontro a tutti i dibattiti che sono presenti nei nostri Paesi".

Gentiloni: "Le modifiche non penalizzano l'Italia"

Sulla questione è intervenuto il commissario all'Economia, Paolo Gentiloni, con toni rassicuranti. "I cambiamenti che sono stati concordati, in linea generale e non in tutti i dettagli, già nel giugno scorso io penso che non penalizzano nessun paese e dunque non penalizzano l'Italia", ha osservato. "Si tratta di introdurre nel sistema un nuovo ombrello protettivo aggiuntivo in caso di crisi bancaria di livello particolarmente acuto. Non capisco perché questo dovrebbe penalizzare alcuni Stati membri e non capisco perché dovrebbe danneggiare l'Italia", ha aggiunto.

Sull'unione bancaria è il "momento giusto per fare questi passi in avanti visto che abbiamo lasciato alle spalle la crisi più difficile", ha spiegato il commissario, sottolineando la necessità di partire con il "piede giusto" nella discussione sullo schema di garanzia dei depositi bancari. "Partire con il piede sbagliato è sempre un errore", ha detto Gentiloni.

Conte: "No a cambiali in bianco ma basta propaganda"

Anche il premier Giuseppe Conte usa toni di apertura. "Sul fondo salva-Stati dico no a cambiali in bianco. Ma basta propaganda", dice il presidente del Consiglio da Londra, dove è in corso il vertice Nato. E apre all'ipotesi di un rinvio. "Noi ci stiamo muovendo in una logica di pacchetto, abbiamo fatto un vertice di maggioranza su questo. Pacchetto significa che il progetto comprende unione bancaria e monetaria: è giusto che l'Italia si esprima solo quando avrà una valutazione complessiva su dove si sta andando, io ancora non ho firmato nulla, tantomeno una cambiale in bianco".

A gelare quelli che ipotizzavano un asse Italia-Francia per rinviare la firma del trattato il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire. "La Francia sostiene la riforma del Meccanismo europeo di stabilità come adottata qualche mese fa. È una riforma di vasto respiro" che porta a "una protezione considerevole per i risparmiatori", ha affermato auspicando una ratifica rapida in tutti gli Stati membri.

La riforma "ci ha richiesto mesi e mesi di negoziati. Il punto chiave di questa riforma è che se domani dovesse esserci una nuova crisi finanziaria sono le banche che dovrebbero salvare le banche e non i risparmiatori. Questa riforma del Mes è una protezione considerevole per i risparmiatori", ha detto Le Maire. "Mi auguro che possa essere ratificata in tutti gli Stati membri il più rapidamente possibile", ha concluso il ministro francese.