Altra brutta notizia per Ilva: i giudici rigettano la richiesta di proroga per l'altoforno 2

Gianni Del Vecchio
ROME, ITALY - DECEMBER 10: People take part in a national demonstration on corporate crisis, on December 10, 2019 in Rome, Italy. Today trade unions representing steel workers staged a national demonstration. The government continues talks to stop ArcelorMittal going back on an agreement to take over the former ILVA group. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images)

Mentre Governo e ArcelorMittal tentano di individuare un percorso condivisibile per arrivare a un nuovo accordo sul turnaround dell’ex Ilva, tutti gli stabilimenti dell’ultimo colosso siderurgico italiano, sono fermi per lo sciopero indetto dai sindacati. E una tegola arriva in serata: il giudice rigetta la richiesta di proroga per l’attività dell’Afo2 avanzata dai commissari al tribunale di Taranto.
Questo tradotto vuol dire il possibile inizio delle operazioni di fermata degli impianti dal 13 dicembre. Anche se c’è un ulteriore spiraglio: fare ricorso al Tribunale del riesame.


Intanto lo sciopero proclamato da Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm ha ottenuto adesioni che in alcuni casi sono del 100%, con il 90% a Taranto e l′80% a Genova e Novi Ligure. Lo sciopero è iniziato alle 23 di ieri e si concluderà alle 7 di domani. Il messaggio dei sindacati a Governo e ArcelorMittal è sempre lo stesso “no esuberi”. Mentre Confindustria Taranto chiede al Governo di prevedere una “No tax Area” per l’area di Taranto.
Da parte del Governo, il ministro dell’economia Roberto Gualtieri, intercettato davanti a Palazzo Chigi assicura a chi ha manifestato a Taranto: che in manovra è stato “approvato un fondo apposito” per sostenere il piano di sviluppo di Taranto.


Quanto all’Ilva, ha aggiunto: “stiamo definendo un piano molto ambizioso per il rilancio di Ilva e delle acciaierie, nel segno della sostenibilità e del lavoro”. Il ministro Stefano Patuanelli ribadisce l’obiettivo del Governo di fare dell’Ilva di Taranto “il primo esempio europeo di una riconversione sostenibile del siderurgico. Lo stato vuole poter entrare nello stabilimento - ha aggiunto dai microfoni di Radiouno - per controllare e garantire non solo la produzione ma anche le modalità di produzione e il rispetto dell’ambiente”.


Dal Governo i sindacati si aspettano “una decisione chiara e netta sul risanamento ambientale, sulla tutela e garanzia dei livelli occupazionali e la...

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