##Altri due deputati lasciano il M5s, dubbi sui piani di Di Maio

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Roma, 21 gen. (askanews) - Ore di attesa e di tensione nel Movimento 5 stelle: dovrebbero arrivare a breve, forse già in serata, i provvedimenti disciplinari - espulsioni comprese - contro alcuni parlamentari. Qualcuno si porta avanti col lavoro e lascia: i deputati Nadia Aprile e Michele Nitti sono già nel gruppo Misto, è di oggi la loro lettera al presidente della Camera, Roberto Fico, per annunciare l'addio. "La nostra stretta sul termine delle rendicontazioni ha prodotto qualche movimento di persone verso il Misto. La maggioranza è solida sia alla Camera che al Senato, non vedo preoccupazioni", commenta, in ottica governativa, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà.

Transfughi a parte, ci sono ancora svariati eletti nel mirino della procedura in corso presso i probiviri: rei di aver evaso, in qualche caso praticamente dall'inizio della legislatura, il sistema delle "restituzioni" di una quota delle loro indennità. Che la situazione sia in movimento, con la minuscola, lo testimonia anche la lettera inviata ai vertici del gruppo parlamentare di Palazzo Madama da cinque senatori (Mattia Crucioli, Emanuele Dessì, Primo Di Nicola, Gianni Marilotti e Cataldo Mininno) per chiedere che Danilo Toninelli, responsabile dell'organizzazione degli Stati generali del Movimento in programma a metà marzo, vada a fare il punto delle scelte in corso di realizzazione in una assemblea congiunta di deputati e senatori stellati.

E' considerata "imminente", dalle voci stellate del Transatlantico, anche la prossima mossa ad uso interno di Luigi Di Maio: che potrebbe essere la rinuncia - magari provvisoria, in vista degli Stati generali del Movimento in programma a metà marzo - al doppio incarico di ministro (che terrebbe) e di capo politico (che lascerebbe). Le regole interne individuano un reggente nella figura del componente anziano del Comitato di garanzia, quindi il viceministro dell'Interno Vito Crimi. Uomo non sospettabile di ambizioni da leader e, pur essendo un esponente storico vicino alla casa madre milanese, non un pasdaran: quindi, nel momento di crisi che il M5S sta attraversando, accreditato da molti di sufficiente spirito unitario. Resta da vedere se Di Maio vorrà davvero far precipitare la resa dei conti interna con un "passo indietro", peraltro subito prima di una tornata di elezioni regionali che nel M5S si dà per scontato che saranno molto dolorose; il rischio è di dare l'impressione di volersi sfilare proprio nel momento più critico per i gialli. Il leader e ministro degli Esteri, intanto, domani presiederà l'evento per la presentazione dei facilitatori regionali che andranno a completare il cosiddetto Team del futuro. Un gruppo dirigente allargato, dai poteri non chiaramente definiti, che rappresenta la sua proposta di riforma interna del capo politico. Ma che finora non è bastata a fermare malumori espliciti e tensioni sotterranee.