Alvaro Vitali sulla sua carriera: "Ad un certo punto il telefono smise di squillare"

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Alvaro Vitali successo
Alvaro Vitali successo

A cavallo tra gli anni ’70 e ’80 Alvaro Vitali era uno degli attori più popolari del cinema italiano. Amato sia da grandi che da piccini grazie soprattutto al suo “Pierino”, l’attore nel corso di una lunga chiacchierata a “cuore aperto” nella trasmissione “Oggi è un altro giorno”, ha fatto un bilancio di quella che è stata la sua carriera tra alti e bassi. “Mi sono sentito escluso dal cinema”, ha raccontato.

Alvaro Vitali racconta del suo successo: “Facevo circa 5 film l’anno, ma non sono diventato ricco”

L’attore ha rivelato che grazie al successo raggiunto in carriera ha potuto comprarsi una casa e addirittura cambiare macchina ogni tre mesi. Ad un certo punto il cinema smise di cercarlo e il telefono non ha più squillato: “Ho fatto 4 film con Pierino, poi tante commedie sexy. Circa 5 film l’anno, ma non sono diventato ricco. Distribuzione e produzione mi stipendiavano mensilmente e in questo modo non si guadagna poi molto”. Ha poi aggiunto: “Il telefonino ha smesso di squillare […] non volevo sentire e vedere più nessuno”.

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Vitali ha poi raccontato di aver collaborato nel corso della sua lunga carriera con i più grandi registi del panorama italiano e internazionale tra cui Fellini, Dino Risi o ancora Roman Polanski. Il cabarettista ha svelato un aneddoto su come è iniziata in particolare la collaborazione con il grande Fellini: “Ha chiesto chi dei sue sapesse fare il verso del merlo e io ho iniziato a fischiare. Poi mi ha interrotto: ‘Prendete lui che l’altro sta ancora aspettando il merlo’. Da allora è iniziata la nostra collaborazione”.

La moglie Stefania: “Quando ci siamo incontrati Alvaro stava vivendo un periodo di depressione”

Infine è intervenuta la moglie di Alvaro Vitali. La donna si è soffermata su un periodo molto duro per l’attore durante il quale soffriva di depressione: “Aveva girato un film su Pierino che poi non è mai uscito e l’aveva visto come la fine della carriera […] l’ho spinto a rialzarsi, anche per via delle numerose esperienze che aveva alle spalle […] quindi abbiamo cominciato a lavorare insieme gli agenti ci chiamavano e l’ho costretto a impegnarsi di nuovo”.

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