Alzano e Nembro: indagato l'ex dg della Sanità lombarda per le mancate zone rosse

Lorenzo Santucci
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21/02/20 Milano, Conferenza stampa in regione Lombardia per fare il punto sui casi di Coronavirus registrati nel lodigiano; nella foto il presidente Attilio Fontana, Giulio Gallera e Luigi Cajazzo (Photo: Claudia Greco / AGF)
21/02/20 Milano, Conferenza stampa in regione Lombardia per fare il punto sui casi di Coronavirus registrati nel lodigiano; nella foto il presidente Attilio Fontana, Giulio Gallera e Luigi Cajazzo (Photo: Claudia Greco / AGF)

Risultano anche Luigi Cajazzo, ex direttore generale della Sanità della regione Lombardia, il suo ex vice Marco Salmoiraghi e Aida Andreassi, una dirigente dell’assessorato, tra gli indagati dell’inchiesta della Procura di Bergamo sulla gestione dell’emergenza. Nel blitz, sono coinvolti anche l’assessore al Welfare lombardo Giulio Gallera (non indagato) e il direttore dell’Istituto Superiore della Sanità, Silvio Brusaferro. Quest’ultimo è stato ascoltato come testimone per due volte: la prima era stata a giugno quando i pm si erano recati anche a Palazzo Chigi per ascoltare come persone informate sui fatti il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e quello della Salute Roberto Speranza.

Se prima l’attenzione dei magistrati era rivolta per lo più alla mancata istituzione della ‘zona rossa’ in Val Seriana, le attività di oggi sono legate in particolare al filone della chiusura e quasi immediata riapertura, il 23 febbraio, del pronto soccorso di Alzano Lombardo dove erano stati scoperti i primi casi di positività nel territorio, oltre che alla zone di Nembro. La Guardia di Finanza di Bergamo ha acquisito materiale informatico, scambi di email e chat contenute nei telefonini dei dirigenti di Regione Lombardia.

Le Fiamme Gialle si sono concentrate sugli scambi di messaggi avvenuti tra febbraio e giugno, il periodo più critico della pandemia. “Le operazioni si sono svolte in un clima di massima collaborazione senza necessità di procedere a perquisizioni”, fa sapere in una nota la Procura.

Proprio qualche settimana fa, la Procura aveva procurato l’incarico al virologo Andrea Crisanti chiamato a fornire risposte ritenute “cruciali” dagli inquirenti su eventuali responsabilità durante la gestione della pandemia in queste zone.

“Siamo contenti che la Procura abbia preso sul serio la nostra richiesta di verità che è la richiesta di tutti i familiari delle vittime. Abbiamo sempre avuto fiducia nella giustizia, ora ne abbiamo ancora di più”, è il commento del Comitato Noi Denunceremo sul ‘salto di livello’ dell’indagine a cui hanno dato impulso con numerosi esposti.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.