Ama: la commissione rifiuti del Lazio chiude l'indagine -2-

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Roma, 15 ott. (askanews) - Il documento ripercorre quanto avvenuto in questi mesi di indagine su Ama ed è frutto di un percorso iniziato con la convocazione in audizione dell'ex presidente e amministratore delegato di Ama, Lorenzo Bagnacani, chiesta dalla consigliera Michela Di Biase. In quell'occasione, il primo marzo scorso, il manager aveva contestato duramente il comportamento del socio unico di Ama, Roma Capitale, sia in merito alla questione dei 18 milioni di crediti cimiteriali non riconosciuti che avevano causato la bocciatura del bilancio 2017 dell'azienda sia per la non approvazione dell'ultimo piano industriale proposto alla Giunta capitolina. Fatti che hanno poi portato alla revoca di Bagnacani e del cda di Ama. Successivamente, nel corso delle altre audizioni, sono emerse con chiarezza le posizioni sulla questione: da una parte Bagnacani e l'ex assessore capitolino ai rifiuti, Pina Montanari (sentita il 15 marzo), che hanno accusato il sindaco Virginia Raggi, l'assessore al Bilancio e il direttore generale di Roma Capitale, di aver fatto tutto il possibile per non approvare il bilancio Ama 2017 nonostante la regolarità del documento presentato. Dall'altra parte, Mauro Lonardo, presidente del Collegio dei sindaci di Ama (in audizione l'8 marzo), Gianni Lemmetti, assessore al Bilancio e al coordinamento strategico delle Partecipate (21 marzo) e il direttore generale di Roma Capitale, Franco Giampaoletti (18 aprile), che invece hanno difeso la scelta della bocciatura del bilancio della partecipata per numerose irregolarità. Nel corso della sua audizione, inoltre, Lemmetti aveva ripetuto più volte che "Ama rimarrà pubblica al 100 per cento", mentre Giampaoletti aveva ribadito che i conti di Ama erano regolari. Il documento che ora sarà sotto la lente dei consiglieri regionali "fotografa" quanto accaduto nelle audizioni andate in scena nei mesi scorsi. Durante le audizioni, la commissione ha anche incontrato, l'11 aprile, i rappresentanti di alcuni studi legali ai quali erano stati richiesti dei pareri pro veritate sugli aspetti più spinosi della vicenda, quali la presunta decadenza del Collegio dei sindaci di Ama e la regolarità contabile del citato credito di 18 milioni.