Amauri e i tempi d'oro del Palermo: "Mi sentivo il più forte al mondo"

Sembra passata una vita da quando Amauri strabiliava con la maglia del Palermo: in rosanero giocò due stagioni segnando 23 goal in 57 partite, media da urlo che convinse la Juventus a puntare su di lui nell'estate 2008.

Probabilmente l'esperienza in Sicilia fu il punto più alto della carriera dell'italo-brasiliano che, ai microfoni di 'Sky Sport', ha ricordato quegli straordinari momenti e l'affetto più che smisurato dei tifosi.

"Quello è stato un amore indimenticabile: dopo una tripletta ero andato a mangiare in un ristorante, c'era così tanta gente che sembrava di essere allo stadio. Per farmi passare hanno dovuto fare dei cordoni, mi sentivo il giocatore più forte al mondo: è stato il giorno più bello della mia vita".

In bianconero però non andò tutto come previsto: dopo due anni e mezzo arrivò la cessione in prestito al Parma, prima del ritorno durato lo spazio di qualche mese e culminato con la cessione a titolo definitivo alla Fiorentina.

"Conte era appena arrivato in panchina e mi disse che gli piacevo come attaccante, che per giocare dovevo dimostrargli di essere presente. La società però aveva già fatto la sua scelta e dopo il ritiro estivo sono finito fuori rosa".