Amazon e la battaglia (legale) per il proprio nome

Alcuni Paesi sudamericani hanno iniziato una battaglia legale per impedire a Jeff Bezos di accaparrarsi anche online del nome della loro foresta. (Credits – Getty Images)

Quando si legge o si sente parlare di Amazon la mente non può non andare immediatamente alla creatura di Jeff Bezos, l’uomo più ricco al mondo e colui che ha creato il sito di e-commerce più famoso al mondo. Ma Amazon, in inglese, dovrebbe ricordare qualcosa d’altro, qualcosa di più antico e affascinante. L’Amazzonia, l’ampia regione del Sud America definita il ‘polmone del mondo’. E ora è battaglia legale sul nome dell’azienda di Bezos.

La questione, come racconta Wired, nasce nel 2012, quando il web decide di cambiare. Oltre ai domini noti, come .org, .com, .it – infatti – viene data la possibilità di creare dei domini più complessi e, soprattutto, personalizzati. E, così, ecco che Jeff Bezos fa ufficialmente richiesta per creare il dominio internet .amazon. La volontà è chiara: creare dei siti internet dedicati ai vari prodotti dell’azienda di e-commerce utilizzando un dominio identificativo. Così, in futuro, potremmo trovare siti denominati alexa.amazon, piuttosto che prime.amazon o kindle.amazon.

Ma qui nascono i problemi. Sì, perché come detto Amazon in lingua inglese è un caso di omonimia difficile da non notare. E, così, ecco che alcuni Paesi sudamericani hanno iniziato una battaglia legale per impedire a Jeff Bezos di accaparrarsi anche online del nome della loro foresta. Brasile e Perù con l’appoggio di Bolivia, Ecuador e Guyana, hanno chiesto di fermare Bezos e di garantire che il dominio .amazon venga dato all’Acto, cioè l’Amazon cooperation treaty organization, un’organizzazione che riunisce i rappresentanti dei governi di otto Paesi sudamericani coinvolti dalla foresta Amazzonica.

E ora, entro il 21 aprile, Jeff Bezos e Amazon dovranno presentare una proposta su come intendono affrontare la questione, visto che fino a oggi le proposte giunte da Seattle non hanno convinto i Paesi sudamericani. Questi, infatti, vorrebbero una gestione condivisa del dominio che, dunque, potrebbe venir utilizzata sia per i servizi e i prodotti offerti da Amazon, sia per pubblicizzare quello che è il polmone del mondo.

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