Amazon investe nel fintech indiano della gestione patrimoniale

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Amazon mette un piede nel fintech, con un acquisto che pone le fondamenta per l’ingresso nel settore della gestione patrimoniale. La sua prima scommessa, in India, è Smallcase, una startup di Bangalore fondata sei anni fa che offre ai suoi clienti pacchetti ponderati di azioni e fondi di investimento per costruirsi un portfolio in linea con le proprie idee, strategie e propensione al rischio. Amazon ha contribuito con 40 milioni di dollari a un round di finanziamenti di Serie C guidato da Fearing Capital. Non è il primo investitore di livello nella startup, che negli anni ha attratto investimenti da big del settore come Sequoia Capital e Blume Ventures.

Smallcase è nata nel 2015 grazie agli sforzi congiunti di tre compagni di college che frequentavano il prestigioso IIT Kharagpur, con lo scopo di rendere gli investimenti facili e accessibili anche per i più giovani - l’età media dei suoi clienti, infatti, continua a scendere, e ora si attesta sui 28 anni, con 3 milioni di utenti e due miliardi e mezzo di dollari di transazioni ogni anno. La startup, che conta circa 200 dipendenti, ha annunciato l’intenzione di utilizzare i nuovi fondi per ampliare la propria piattaforma, investire in nuove tecnologie e attrarre così nuovi clienti. Lo scorso aprile Amazon aveva annunciato la creazione di un venture fund da 250 milioni di dollari per investire su startup e imprenditori indiani con un focus sulla digitalizzazione delle piccole e medie imprese del subcontinente, agritech e sanità. Una mossa in parte anche politica, date le critiche mosse da parte del governo al colosso dell’e-commerce, accusato di distruggere con una concorrenza spietata quelle stesse piccole imprese.

L’utilizzo del fondo per il round di finanziamenti di Smallcase, spiegano da Amazon, parte dalla spinta all’inclusività finanziaria della startup: “Siamo emozionati all’idea di partecipare al loro viaggio per offrire prodotti d’investimento innovativi ai consumatori, fornendo un canale aggiuntivo per partecipare al mercato azionario”, ha dichiarato una portavoce del venture fund. La mossa fa intuire un interesse in espansione nel fintech, che per Ian McKenna, direttore del britannico Financial Technology Research Centre deve essere interpretato come una sonora “sveglia” da parte di tutto il settore. L’operazione di Amazon non è la prima: si era lanciata anche, in modo più ristretto, nel ramo assicurativo del Regno Unito negli scorsi anni, e da poco ha annunciato l’intenzione di offrire assicurazioni auto e moto, proprio in India, come parte di un accordo con la Acko General Insurance.

Ma per McKenna, tra i maggiori esperti di gestione patrimoniale a livello mondiale, quest’ultimo atto è il più significativo. “La capacità di Amazon di raggiungere i clienti e capire i loro pattern di comportamento è allo stesso tempo spettacolare e spaventosa”, ha dichiarato in un’intervista a Money Marketing. “Anche se questa mossa può sembrare timida e lontana, è il segno di una direzione che dobbiamo assolutamente prendere in considerazione. Sarebbe folle scommettere contro la capacità di Amazon di comprendere esattamente cosa potrebbe rendere i diversi prodotti finanziari più o meno attraenti per i vari consumatori”.

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