Amazzonia, card. Barreto: rispetto per culture, no intolleranza

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Roma, 28 ott. (askanews) - "Gesù, figlio di Dio, si incarna in una cultura e assume la cultura e la religiosità della cultura, ma con atteggiamento critico. Per me la cosa più importante di questo Sinodo è il rispetto della cultura". Così il cardinale peruviano Pedro Barreto, gesuita, vice-presidente della rete panamazzonica Repam, a conclusione di tre settimane di Sinodo sull'Amazzonia di cui è stato uno dei protagonisti.

A chi domandava se l'esposizione della statua lignea della donna incinta in una chiesa, la "pachamama" gettata nel Tevere da alcuni militanti conservatori, sia conforme alla dottrina della Chiesa, e se i cattolici, ad esempio nelle Filippine, non rischino di essere accusati di idolatria, Barreto ha risposto così: "Gesù, figlio di Dio, si incarna in una cultura e assume la cultura e la religiosità della cultura, ma con atteggiamento critico. Per me la cosa più importante di questo Sinodo è il rispetto della cultura. Anche Pietro e Paolo si confrontarono sulle norme ebraiche per i pagani, ebbero un conflitto: la prima esperienza della Chiesa è un dialogo di cultura. Gesù è venuto per tutta l'umanità, per tutte le culture. E quindi: bisogna rispettare le manifestazioni di ogni cultura. A me personalmente e a molti altri ha colpito la mancanza di rispetto, a Roma, di persone che non avevano il minimo senso di educazione, e rubare e tirare nel fiume queste immagini sono un chiaro esempio di intolleranza. Credo che se c'è una cosa che questo Sinodo ci insegna è il rispetto della cultura e il fatto che la Chiesa universale deve essere una risposta universale a ogni cultura".