Amazzonia, Di Stasio (M5s): abbiamo ascoltato voci popoli indigeni

Pol/Luc

Roma, 17 ott. (askanews) - "'Chi nasce per lottare, non può morire con le mani incrociate'. Queste sono le parole di Zenilda Maria De Araùjo, una donna indigena dell'Amazzonia, che ho incontrato questa mattina con altri due rappresentanti di alcune tribù. Abbiamo sentito forte il loro grido e la sofferenza di un popolo che vive per difendere la foresta, gli alimenti che offre la propria terra e per i suoi animali. 'La foresta è vita' hanno detto". È quanto scrive in un post su Facebook la deputata del MoVimento 5 Stelle e presidente del Comitato Permanente sui Diritti Umani della Camera dei Deputati, al termine dell'audizione di una delegazione di rappresentanti dei popoli indigeni dell'Amazzonia nell'ambito dell'indagine conoscitiva sull'impegno dell'Italia nella Comunità internazionale per la promozione e tutela dei diritti umani e contro le discriminazioni.

"Quello che sta accadendo in Amazzonia, i roghi di uno dei polmoni di questo Pianeta e le conseguenze che ne derivano, sono una minaccia per la conservazione dell'ecosistema e dei popoli che vivono per la sua preservazione. La vicenda dei popoli indigeni dimostra quanto l'ingerenza umana e il cambiamento climatico, abbiano effetti sull'esercizio dei diritti umani fondamentali ed è per questo che ho fortemente voluto la presenza di queste testimonianze nel comitato presieduto questa mattina", si legge ancora nel post.

"In quella stessa sede ho avuto modo di ribadire che non abbiamo tempo da perdere per agire, bisogna farlo ora! Il canto di Zenilda di questa mattina e la testimonianza di una donna che continua a lottare per la preservazione della nostra Terra devono essere un esempio per tutti noi", conclude Di Stasio.