Amazzonia: Porta (Pd Brasile), 'Bolsonaro contro Ong come Salvini'

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(di Roberta Lanzara) 

Il dito puntato dal presidente del Brasile Jair Bolsonaro contro le Ong, presunte responsabili degli incendi che stanno devastando l'Amazzonia, "è strumentale e ricorda ciò che abbiamo visto in Italia sul fronte immigrazione. Quando si vuole individuare il colpevole si usano le Organizzazioni non governative e lo scenario del complotto internazionale" . A dirlo all'Adnkronos è Fabio Porta, coordinatore per il Brasile del Partito Democratico di cui è stato deputato per due legislature, che 'tra le fiamme dell'Amazzonia' intravede il ripetersi di un copione: "il cliché Salvini-immigrazione".  

"Ci riserviamo di assumere delle iniziative e prendere delle posizioni se la situazione dovesse precipitare - preannuncia il coordinatore del Pd in Brasile - Il problema è più serio di quanto appare. Invito il presidente Bolsonaro ad affrontare la questione".  

"Su questioni diverse le dinamiche sono simili", spiega l'esponente della comunità italiana in Brasile che da anni vive a San Paolo. Le accuse sul divampare delle fiamme in Amazzonia "sono il ripetersi del clichè: Salvini-Immigrazione. Una replica di tendenze non italiane ma internazionali: Bolsonaro dipende da Trump, è l'orientamento di certa destra che sta al Governo e che ci dovrebbe far riflettere sulla foresta, la parte più debole del Pianeta". 

"Già dall'insediamento di Borsonaro era parso chiaro che il Governo non avesse una forte sensibilità ambientale - ricorda - Si era evinto fin da una della prime dichiarazioni del ministro degli Esteri del Brasile che Bolsonaro sul tema era in linea con Trump e che il discorso ambientalista era considerato mera espressione di 'propaganda' comunista o di sinistra". 

"Di conseguenza - afferma l'ex deputato Dem - le scelte ed indicazioni del presidente non sono state orientate alla tutela ed alla preservazione dell'ecosistema e dell'Amazzonia come si evince da ciò che sta accadendo".  

"La speranza adesso - conclude - è che la maggioranza dei brasiliani, comprese le forze politiche in Parlamento, con la pressione che sta arrivando da tutto il mondo costringa il governo a cambiare atteggiamento nei confronti dei latifondisti e di chi fa bruciare invece di preservare la foresta, ciò nell'interesse di tutta la collettività internazionale".