Amazzonia, suore supplenti dei preti: "Battezziamo e ascoltiamo le confessioni"

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di Elena DavolioSuore per così dire ‘sacerdotesse’ che in Amazzonia battezzano bambini, uniscono coppie in matrimonio e ascoltano confessioni "senza potere dare l'assoluzione". E’ il racconto della supplenza ai sacerdoti che scarseggiano in Amazzonia di suor Alba Teresa Castilla, membro Uisg delle missionarie di Maria Immacolata e di SS. Caterina da Siena. "Quando il prete non è presente - ha raccontato la suora nel corso del briefing dedicato alla maratona sinodale - noi battezziamo, sposiamo anche. Abbiamo anche ascoltato le confessioni senza potere dare l'assoluzione ma ci siamo messe in ascolto. Lo facciamo noi missionarie, come pure altre Congregazioni presenti nella foresta amazzonica". 

Oggi il cardinale Claudio Hummes, presidente della Repam, nella sua relazione di apertura dei lavori sinodali, ha lanciato un appello affinché si pensi seriamente ad un ministero ad hoc per le donne - tra loro tantissime religiose - che lavorano in Amazzonia. "Non possiamo fare troppe pressioni - ha detto la religiosa - ma siamo molto importanti nella foresta amazzonica. Piano piano ci incamminiamo verso quello che speriamo possa essere un riconoscimento maggiore perché la presenza della donna nella foresta amazzonica è costante. Aiutiamo gli indigeni a realizzare progetti di sviluppo". Da qui l'auspico della religiosa molto chiaro: "Ci auguriamo che il Sinodo produca qualcosa. Che non sia un aborto".Raccontando la storia della sua congregazione, suor Alba ha ricordato che l'ordine è stato fondato da suor Laura Montoja nel 1914 nel mezzo della foresta amazzonica: "Siamo presenti in sei Paesi dove la realtà della donna è molto, molto triste e dura non solo per le distanze geografiche ma perché si vive in mezzo alla guerriglia, al narcotraffico e spesso le donne sono costrette ad andarsene".