Ambasciatore cinese a Tokyo: rapporti Cina-Giappone a un crocevia

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Roma, 27 apr. (askanews) - L'ambasciatore cinese in Giappone Kong Xuanyou ha avvertito che le relazioni sino-nipponiche, oggi a un crocevia, potrebbero ulteriormente deteriorarsi se Tokyo continuerà a considerare Pechino come un rivale e non contribuirà a produrre un'opinione pubblica meno ostile alla Cina.

In un discorso virtuale a 100 imprenditori giapponesi - ripreso oggi dal Soutch China Morning Post - Kong ha detto che a Pechino sono piuttosto delusi dall'amministrazione del primo ministro Fumio Kishida per il suo allineamento a Washington rispetto alla Cina.

"Se alcune persone in Giappone saranno ossessionate da una visione geopolitica ristretta e da una mentalità da guerra fredda del conflitto tra i blocchi, guarderanno la Cina come una minaccia o anche un nemico e s'imbarcheranno sulla via sbagliata di ergersi contro i propri vicini", ha detto Kong che interveniva nel 50mo anniversario della normalizzazione delle relazioni sino-giapponesi nel 1972. "Noi - ha continuato - siamo a un crocevia: possiamo procedere o possiamo tornare indietro".

Pechino è delusa da Kishida, che prima di essere premier aveva ricoperto anche l'incarico di ministro degli Esteri, perché l'aveva interpretato come una colomba rispetto ai due predecessori: Yoshihide Suga e Shinzo Abe. Tuttavia i trend internazionali hanno portato Tokyo a mantenere la sua vicinanza alle politiche di Washington, che individua la Cina come un avversario strategico da contenere nella sua ascesa.

Finora Kishida ha avuto con il presidente cinese Xi Jinping soltanto un colloquio telefonico da quando è arrivato al Kantei, la sede del premier giapponese, a ottobre del 2021.

Tokyo si è inserita nella strategia indo-pacifica americana ed è entrata nell'alleanza quadrilaterale Quad, che da Pechino è vista come la "Nato asiatica", costituita appunto per contrastare le strategie cinesi.

Secondo Kong, dietro l'indurimento delle posizioni giapponesi rispetto alla Cina c'è anche un pregiudizio ideologico e una serie di equivoci e visioni fuorvianti. "Ci sono poche voci positive, che promuovono la cooperazione, ma ci sono di più visioni negative che chiedono durezza contro la Cina. Può essere attribuito a equivoci e percezioni sbagliate della Cina in Giappone, ma in ampia parte sono anche dovute a influenze esterne", ha sostenuto il diplomatico.

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