Ambasciatore italiano in Kazakistan: ''Tracciata strada per riforme''

(Adnkronos) - Quello che si terrà il prossimo 5 giugno in Kazakistan è il primo passo di un percorso di riforme istituzionali e "non sarà l’ultimo, credo, perché il processo, come sempre in questi casi, è lungo e complesso. Ma la rotta è tracciata, e l’impressione è che sia irreversibile". Lo afferma all'Adnkronos l'Ambasciatore italiano in Kazakistan, Marco Alberti, presentando la propria visuale sul Paese. Il Kazakistan affronta in questo momento un rilevante momento di passaggio istituzionale, con il referendum costituzionale fissato per domenica prossima, che nelle intenzioni annunciate a più riprese dal leader Kassym-Jomart Tokayev intende creare un nuovo sistema politico meno presidenziale e autocratico.

L'Italia guarda "con attenzione a questa evoluzione, cruciale per la stabilità dell’intera area", prosegue l'Ambasciatore, sottolineando come il referendum sia anche la risposta della leadership kazaka ai "tragici" fatti di gennaio, quando scoppiarono tumulti inediti contro il caro-vita nelle principali città del Paese che vennero sedati solo grazie all'intervento delle forze a guida russa dell'Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva (Csto). "Ma anche il Kazakistan, in questa fase di transizione, guarda ai Paesi amici per capire se e come vorranno accompagnare e sostenere il processo di riforma avviato. Passo dopo passo, senza pregiudizi e mantenendo aperto il dialogo", dichiara Alberti.

E tra i Paesi "amici", rimarca l'Ambasciatore, l'Italia ha un ruolo di primo piano alla luce delle "eccellenti" relazioni tra Roma e Nur Sultan, come confermano la recente visita in Italia del Ministro degli Esteri kazako, Mukhtar Tileuberdi, e la condivisione di numerosi dossier di politica estera, anche a livello multilaterale. L'Italia è il secondo cliente globale e l'ottavo fornitore del Kazakistan, con oltre 250 aziende operanti nel gigante dell'Asia centrale ed altre in arrivo.

Presto aprirà un nuovo Istituto italiano di cultura ad Almaty, la 'capitale' economica del Paese, mentre partirà l’11 giugno un volo diretto Milano-Almaty a frequenza bisettimanale, operato da Neos, che colma un vuoto. "Una migliore connessione significa anche maggiori opportunità, per le imprese e per le migliaia di turisti interessati al nostro Paese. Sono contento, quindi, ma non soddisfatto", dice Alberti, secondo cui "esiste un potenziale di crescita ancora parzialmente inespresso. Per svilupparlo, lavoreremo su due canali. Sul Made in Italy, innanzi tutto, inserendoci nel solco tracciato dal Patto per l’Export e dalla nuova iniziativa dei 'Made in Italy Days', lanciata dalla Farnesina. Ma occorrerà agire anche sul 'Made with Italy', per incrementare gli investimenti diretti delle nostre imprese in questo Paese. Il Kazakistan mi pare pronto ad accogliere tutti, ma non intende aspettare nessuno. Perciò, occorre muoversi adesso, perché la finestra di opportunità potrebbe durare poco. Stiamo lavorando a stretto contatto con 4-5 importanti aziende italiane, seriamente interessate al Paese. Credo che avremo presto buone notizie da comunicare".

L'Italia è storicamente presente in Kazakistan nell'oil & gas, con Eni e con altre aziende della filiera ed il mercato europeo rappresenta certamente uno sbocco importante per il Paese alla luce anche della delicata congiuntura internazionale, ma il Kazakistan non è solo ricco di petrolio. Ad esempio, è il primo produttore di uranio al mondo e ha circa 30 milioni di ettari arabili. "Stiamo contribuendo alla transizione energetica, nel settore delle rinnovabili e in altri ad essa collegati, e registriamo una crescita di interesse delle imprese italiane attive nell’agribusiness", evidenzia Alberti, rimarcando che Italia e Kazakistan sono Paesi "molto complementari, soprattutto a livello economico, e ciò rappresenta un notevole acceleratore di crescita e sviluppo dei rapporti bilaterali. Come sostiene il Ministro Di Maio, la diplomazia economica è una priorità. Lo è specialmente qui".

"Sento dunque la responsabilità di contribuire a trasformare la complementarietà fra i nostri Paesi in nuovi progetti e iniziative, e di farlo senza perdere tempo, perché la velocità di reazione è un fattore decisivo. Recentemente, su indicazione del presidente, il Kazakistan ha presentato il nuovo 'Concept of development of small and medium business for 2030'. Un dato molto interessante per noi - spiega - Non vedo quali altri Paesi meglio dell’Italia, potrebbero rispondere a questa visione di parziale trasformazione del modello di sviluppo, considerando che il 95% del nostro Pil è generato da Pmi, molte delle quali flessibili, innovative e internazionalizzate. L’obiettivo è passare dai rapporti privilegiati, che già abbiamo, ad una vera e propria partnership, che va costruita. Per farlo, un rapporto pubblico-privato aperto e dinamico è imprescindibile".

Alberti parla infine del contesto regionale in cui il Kazakistan si trova ad operare, definendo la politica di Nur Sultan "multi-vettoriale" perché non guarda solo ai vicini. Pur essendo consapevole dell'importanza dei rapporti con Russia, Cina, e altri Paesi centro-asiatici, il Kazakistan "non ha intenzione di pregiudicare i rapporti di mutuo interesse costruiti nel tempo con Usa ed Europa. Ne sono prova le frequenti visite a Bruxelles, e nelle varie capitali europee, dei rappresentanti di questo governo, ma anche l'apertura ad una collaborazione sempre più stretta dal punto di vista culturale e interuniversitario - conclude - Inoltre, elemento ancor più rilevante, qui sanno bene che il principale investitore nel Paese è la Ue, non altri".

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