Ambasciatore Stefanini: "Il 9 maggio sarà cruciale per conoscere le sorti della guerra"

(Adnkronos) - Il 9 maggio sarà un giorno cruciale per conoscere l’indirizzo e le sorti del conflitto fra Russia e Ucraina. Ma soprattutto sarà l'occasione per il trionfo della retorica. Ne è convinto l’analista dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (Ispi) Stefano Stefanini, che, parlando con l’Adnkronos, spiega come la Giornata della Vittoria, durante la quale Mosca celebra la sconfitta della Germania nazista, nella psicologia russa e nella costruzione che ne ha fatto Putin, sarà una data chiave nella quale il presidente russo “annuncerà o la fine della cosiddetta ‘Operazione speciale’, e quindi la vittoria russa, oppure, specialmente se nel frattempo si accumuleranno le perdite, i costi e le difficoltà, dovrà fare appello all’animo patriottico ed effettuare un’escalation nella retorica e nella mobilitazione della popolazione. Difficile dire fino a che punto arriverà, però il 9 maggio è una data in cui qualcosa dovrà sicuramente cambiare”.

Come risponderà il Cremlino allo stallo e come potrebbe evolvere la guerra, "per adesso non possiamo dirlo - prosegue l'ex ambasciatore italiano alla Nato e consigliere diplomatico di Giorgio Napolitano al Quirinale - dato che non sappiamo come effettivamente stiano andando le operazioni nel Donbass. L’impressione è che l’avanzata russa sia molto lenta e non in grado di sfondare le linee ucraine per ricongiungere le operazioni al sud con quelle del nord entro il 9 maggio. Quanto Putin voglia mobilitare l’intera nazione, lo vedremo. Certo, la parola ‘guerra totale’ forse può essere esagerata, come pure chiamare alle armi milioni di persone. Il presidente russo probabilmente dirà: ‘Così come nel 1945 sconfiggemmo il nazismo da soli, combattiamo la stessa guerra oggi in Ucraina’. Una falsificazione storica e retorica, naturalmente, visto che quella di oggi è una guerra iniziata dalla Russia senza un vero motivo, se non quello di prendere il controllo dell’Ucraina. Però, questo potrebbe essere il modo per mobilitare la nazione dopo avergli inizialmente venduto l’invasione dell’Ucraina come un’operazione a costo quasi zero”.

“E’ chiaro – aggiunge Stefanini – che il paragone fra l’invasione della Russia da parte della Germania nazista e quello che sta succedendo adesso è azzardato e che non è un’operazione di comunicazione semplice da compiere. I russi allora combatterono con le unghie e con i denti, esattamente come oggi stanno facendo con eroismo gli ucraini nella loro guerra difensiva. Mariupol è quella che fu Stalingrado allora. La mistificazione, iniziata con la retorica dell’operazione speciale di denazificazione, adesso deve continuare e amplificarsi, anche perché la Russia ha subito un costo mostruoso, sia in termini di mezzi che in vite umane. Anche se tagliassimo della metà le stime delle perdite russe dichiarate dall’Ucraina e dalla Gran Bretagna, restano un prezzo enorme per poco più di due mesi di guerra. Si pensi che in Afghanistan in quasi 20 anni gli americani hanno perso fra le 4mila e le 5mila persone”.

(di Cristiano Camera)

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