Ambasciatori Ue ancora senza accordo su nuove sanzioni a Russia

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Bruxelles, 6 mag. (askanews) - Si è conclusa ancora senza accordo a Bruxelles la riunione del Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri presso l'Ue (Coreper), che era stata convocata per la seconda volta stamattina per discutere il nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia per l'invasione in Ucraina, il sesto, proposto dalla Commissione europea.

Secondo fonti diplmatiche a Bruxelles, "è molto probabile che il Coreper venga riconvocato stasera o domani, o anche domenica. Dipende dalle trattative che si svilupperanno in queste ore. L'obiettivo - hanno sottolineato le fonti - rimane quello di approvare il sesto pacchetto prima di lunedì".

Il sesto pacchetto era stato presentato a grandi linee mercoledì a Strasburgo dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, davanti alla plenaria del Parlamento europeo.

Il disaccordo fra gli Stati membri riguarda le sanzioni nel settore energetico, e in particolare la proposta di un embargo sulle importazioni di petrolio dalla Russia, con attuazione progressiva entro la fine del 2022. Inizalmente era stata prospettata una deroga temporanea per i due paesi membri più dipendenti da queste importazioni, la Slovacchia e l'Ungheria, con la scadenza fissata per loro un anno dopo, a fine 2023, o fino a esaurimento dei contratti in corso se scadono prima.

Ma l'Ungheria ora chiede almento cinque anni per riorientare la sua economia e industria verso altre forniture, ha detto oggi il premier Viktor Orban. "Ci serviranno almeno cinque anni, e anche fondi, per riorganizzare e ricostruire gli stabilimenti. Quindi abbiamo inviato indietro la proposta e alla Commissione europea per una revisione", ha detto il primo ministro ungherese al sito Index.hu.

Inoltre, altri paesi Ue con forte dipendenza dal petrolio russo, soprattutto se li importano via oleodotti, potrebbero cercare di ottenere anche loro deroghe con periodi più lunghi per l'attuazione progressiva dell'embargo sul petrolio. E c'è anche il caso specifico della Grecia, che vedrebbe i propri armatori di petroliere fortemente colpiti dal divieto di trasporto del petrolio russo.

La parte finanziaria del pacchetto (sanzioni alla Sberbank e ad altre due banche russe) e la "lista nera" degli individui oggetto delle nuove sanzioni, invece, al momento non hanno sollevato particolari riserve da parte degli Stati membri.

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