Ambasciatrice Kosovo in Italia: "Condanniamo l'aggressione russa, solidali con Ucraina"

(Adnkronos) - Il Kosovo è "allineato con tutte le democrazie occidentali nel condannare l'aggressione russa all'indipendenza e alla sovranità territoriale ucraine" ed esprime "piena solidarietà al popolo ucraino e ammirazione per la leadership eccezionale del presidente Zelensky". Così l’Ambasciatrice del Kosovo in Italia, Lendita Haxhitasim, ospite di AdnKronos Live, entra nel vivo delle questione ucraina con una presa di posizione netta, dettata dalla storia stessa del suo Paese: "23 anni fa - dice - ci siamo trovati in una situazione simile, sappiamo come ci si sente. Siamo stati aggrediti allora e per questo non vorremmo mai che la storia si ripetesse". E' anche per questo che il tema dell'accoglienza è centrale: "durante la guerra in Kosovo, oltre 1 milione di kosovari, compresa la sottoscritta, sono stati espulsi dal Paese e per questo faremo di tutto per accogliere più ucraini possibili in Kosovo". Compresi 20 giornalisti ucraini, alcuni dei quali già arrivati in Kosovo, che così "potranno lavorare da remoto e informare in modo corretto il mondo".

L'ambasciatrice non esclude i timori che le tensioni possano espandersi ai Balcani, "con la guerra in corso molto vicina a noi, ovviamente il pericolo c'è", dice e lancia un appello ai leader dell'Unione Europea e ai Paesi Nato "perché continuino nell'unità e nel dimostrare forza nella politica estera della sicurezza perché solo così possiamo mantenere la pace in Europa. Su questo ci deve essere un piano molto concreto di allargamento e integrazione nella Nato". Ed è proprio sulla Nato che Lendita Haxhitasim pone l'accento: "La Nato che è intervenuta, ricordiamolo, nel 1999 in Kosovo per fermare un genocidio in corso, e non è stata una decisione facile per i leader dell'epoca. Un genocidio che non doveva ripetersi, dopo quello che è successo in Bosnia. La Nato ci ha salvato la vita. Quando le truppe della Nato sono entrate in Kosovo, sono state accolte con i fiori perché sono stati i nostri liberatori accanto al nostro esercito di liberazione. Abbiamo un sentimento di riconoscenza a vita, per questo la Nato è ancora presente in Kosovo e noi vogliamo essere nella Nato".

Per anni, spiega, "si è parlato di una penetrazione di altri Paesi nei Balcani" perché "quando manca l'integrazione vera e propria nell'Unione europea, i vuoti si colmano con altre potenze. La Russia ha cercato sempre di destabilizzare i Balcani per poi paradossalmente usarli per giustificare le proprie azioni altrove".

In merito ai rapporti tra Serbia e Russia "noi abbiamo un dialogo in corso con la Serbia dal 2011. Per quanto riguarda i rapporti di un altro Stato con altri Paesi, non spetta a me commentare - sottolinea Haxhitasim - ma su questo non ci sono segreti, le cose sono ovvie e si ripetono ogni giorno nelle dichiarazioni dei loro leader. Su questo credo che i vertici europei e della Nato siano molto consapevoli della presenza di oltre 40 centri militari 'mimetizzati' nel territorio del nostro vicino. Questo, insieme con il fatto che la Serbia non ha intrapreso sanzioni nei confronti della Russia, è un segnale. Per quanto ci riguarda, la nostra intenzione è di migliorare le relazioni bilaterali e perseguire i nostri obiettivi verso l'Unione europea e la Nato e per questo siamo concentrati ad avere relazioni di buon vicinato con tutti i Paesi".

La questione europea. Il Kosovo vuole "appartenere a questa famiglia", l'Unione Europea, "di cui condividiamo valori e principi. Siamo un potenziale candidato e auspichiamo di diventare candidato. Ci stiamo preparando. Sappiamo bene che questo è un processo, che bisogna portare avanti le riforme previste, ma noi ci stiamo già allineando. Noi siamo pronti per cominciare. Ora, spetta all'Ue fare una riflessione sull'allargamento e mantenere le promesse fatte di allargamento ai Balcani occidentali. L'Ue, oggi più che mai deve aprirsi di più verso il potenziale di Paesi nel cuore dell'Europa, non può permettersi di lasciare indietro Stati come il nostro", aggiunge l'ambasciatrice invitando l'Ue ad "accogliere tutti gli Stati dei Balcani occidentali dentro l'Unione".

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