Ambasciatrice Usa all’Onu Craft andrà presto a Taiwan

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 7 gen. (askanews) - L'ambasciatrice Usa presso le Nazioni unite Kelly Craft si recherà in visita a Taiwan. L'ha annunciato il segretario di Stato Usa uscente Mike Pompeo. Si tratta di una decisione destinata a essere un'ulteriore fonte d'irritazione per Pechino nei rapporti con l'Amministrazione Trump.

In un comunicato di denuncia per l'arresto a Hong Kong di 50 "politici e sostenitori pro-democrazia", definito una "vergogna", Pompeo ha annunciato "l'imminente visita dell'Ambasciatrice Usa presso le Nazioni unite Kelly Craft a Taiwan, un partner affidabile e una vibrante democrazia che è fiorita nonostante gli sforzi del Partito comunista cinese di minare il suo grande successo". E ha concluso: "Taiwan mostra cosa potrebbe ottenere una libera Cina".

Pompeo non ha comunicato quando la visita avrà luogo e il ministero degli Esteri di Taiwan - interpellato dall'agenzia di stampa ufficiale di Taiwan CNA - non ha fornito dettagli, pur confermando che Taipei e Washington stanno organizzando la visita.

Il viaggio di Craft sarà il primo di un ambasciatore presso l'Onu statunitense a Taiwan. L'ambasciatrice americana è conosciuta per essere una sostenitrice delle richieste taiwanesi d'inclusione nel sistema onusiano, da cui l'isola è esclusa dal 1971 quando il suo seggio fu destinato alla Repubblica popolare cinese che la considera parte integrante del suo territorio.

A settembre scorso fece molto scalpore un pranzo che l'ambasciatrice ebbe con l'incaricato d'affari taiwanese James Lee a Manhattan, un incontro storico perché il primo tra un alto diplomatico taiwanese e l'ambasciatore Usa alle Nazioni unite.

Tutto il disappunto di Pechino per l'ulteriore mossa della morente Amministrazione Trump è stata espressa oggi dalla portavoce del ministero degli Esteri di Pechino Hua Chunying che, oltre ad aver dichiarato che gli Usa pagheranno "un alto prezzo" per le minacce di sanzioni contro funzionari cinesi dopo gli arresti a Hong Kong, ha invitato Washington a interrompere "immediatamente le interferenze" negli affari interni della Cina.