Ambiente: al via riforma Arpat, sarà agenzia più autonoma

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Firenze, 29 ott. (askanews) - La nuova Arpat avrà più autonomia organizzativa e gestionale e potrà contare anche su un'implementazione della pianta organica nel triennio 2019-2021. La riforma dell'Agenzia toscana per la protezione ambientale conclude il suo iter in commissione Ambiente del Consiglio regionale, guidata da Stefano Baccelli (Pd), e approda in Aula con un testo rivisitato soprattutto sotto il profilo delle funzioni, delle finalità e della natura. La proposta inizialmente formulata dalla Giunta è stata infatti modificata con emendamenti presentati dallo stesso presidente Baccelli (votati a maggioranza con l'astensione della Lega), trovando quel "giusto equilibrio chiesto in fase di consultazione da sindacati, personale e dirigenti della stessa Agenzia". Il combinato disposto tra questa nuova legge e le innovazioni normative di livello nazionale, in particolare per quanto riguarda i livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali (Lepta), permetterà lo sblocco del turnover e quindi l'assunzione di "circa 65 persone a tempo indeterminato nel prossimo triennio" anticipa Baccelli, che chiarisce: "Saranno risorse fondamentali. I 680 dipendenti possono apparentemente sembrare tanti, ma il calo è stato costante e importante e Arpat svolge attività strategiche su cui la Regione investe ogni anno quasi 50milioni". Le risorse dirette stanziate in favore dell'Agenzia ammontano infatti a 48milioni. La nuova Arpat non sarà, come previsto nell'originaria stesura proposta dalla Giunta, un ente "meramente strumentale della Regione", spiega ancora il presidente. "Avrà personalità giuridica di diritto pubblico, avrà autonomia tecnico-scientifica, amministrativa e sarà comunque funzionale alla Regione". Il testo licenziato (astenuti Lega e Sì-Toscana a sinistra) riassume in gran parte anche la filosofia del disegno di legge presentato dal gruppo guidato da Tommaso Fattori e respinto dalla maggioranza (entrambi gli atti sono stati illustrati lo scorso marzo). Le due proposte passano ora all'esame del Consiglio probabilmente nella seduta del 5 e 6 novembre.