Ambiente, allarme microplastiche Mar Artico: contaminati... -2-

Red/Gca

Roma, 28 lug. (askanews) - "Lo studio realizzato con CNR e Sapienza dimostra che le microplastiche hanno invaso anche le terre più a Nord del Pianeta e sono in grado di penetrare ogni livello dell'ecosistema, con danni agli organismi e all'ambiente ancora poco compresi", sottolinea la ricercatrice Enea Valentina Iannilli del laboratorio Biodiversità e servizi ecosistemici. "Infatti le microplastiche scambiate per cibo possono arrivare all'apparato digerente degli animali, nei tessuti e poi nelle parti edibili dei pesci. Trattandosi di una specie molto abbondante (fino a 3.000 individui al m2) il rischio di trasferimento delle microplastiche, nella catena alimentare umane è rilevante", prosegue.

All'interno di questo crostaceo di dimensioni intorno ai 3 centimetri, sono state rinvenute mediamente 72,5 particelle di microplastica tra i 3 e i 370 micrometri (milionesimi di metro), la maggior parte delle quali più piccole di un trentesimo di millimetro (30 micrometri). "L'utilizzo di bioindicatori come questo crostaceo è di grande importanza nel monitoraggio delle microplastiche, poiché può fornire un quadro molto più realistico della contaminazione e soprattutto indicare quanto questa contaminazione sia trasferita nella catena alimentare e possa potenzialmente arrivare anche a noi", conclude Iannilli.

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