Ambiente, Coldiretti: Marche regione sempre più bio

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Roma, 7 set. (askanews) - Il biologico marchigiano in continua ascesa. Più operatori ma anche più terreno a disposizione con un ettaro su 5 che è stato convertito e le Marche tra le prime regioni in Italia per incidenza rispetto alla superficie. Sono le anticipazioni che arrivano dal Sana di Bologna, il Salone internazionale del biologico che si tiene dal 6 al 9 settembre, al quale stanno prendendo parte anche alcune aziende marchigiane terremotate (dalle province di Macerata e di Ascoli) impegnate nel primo mercato di Campagna Amica degli agricoltori biologici italiani. Rappresentanti di una regione, le Marche, dove gli ettari dedicati al biologico hanno superato i 98mila, in aumento di quasi il 13% rispetto al dato precedente.

In particolare, secondo l'elaborazione Coldiretti Marche su dati Sinab, aumenta il settore dei cerali che supera i 18mila ettari (+7%). Bene anche il vino, con le vigne bio che aumentano del 7%, e l'olio (quasi il 10% in più). Il dato marchigiano sull'incidenza della superficie biologica è superiore a quello italiano che ha raggiunto nel 2018 il 15,5% e che, a sua volta, è di sopra la media dell'Unione Europea. In crescita anche il numero degli operatori biologici. Sono 3845 le realtà iscritte all'Albo biologico della regione, aumentate del 26% negli ultimi due anni. A fare da traino al settore l'aumento costante dei consumi nazionali ed esteri che ha portato il giro d'affari del bio a 5,8 miliardi, con un aumento record del 264% degli ultimi dieci anni secondo quanto stimato Coldiretti sulla base dei dati Nomisma relativi al 2018.

"Il biologico e il biodinamico - commenta Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche - rappresentano un comparto determinante non solo per l'economia e l'occupazione ma anche per la gestione sempre più responsabile delle risorse naturali e dell'ambiente. La preservazione del suolo e la tutela della biodiversità concretizzano oggi la sfida più urgente che il mondo agricolo ha di fronte rispondendo alla necessità di un metodo di produzione sostenibile e duratura nel tempo. Questo percorso si inserisce in un tracciato già segnato dal nostro Paese da diversi decenni e che determina tuttora il nostro primato di sicurezza alimentare a livello europeo ed internazionale".