Ambiente, dissalatori: l’alterativa di Marnavi viaggia sul mare

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Image from askanews web site
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Roma, 22 set. (askanews) - I dissalatori, che trasformano l'acqua di mare in acqua potabile, sono uno strumento necessario per le piccole isole del nostro Paese. E non solo. All'inizio di quest'anno nell'Unione europea se ne contavano oltre 2.300 situati soprattutto negli Stati membri dell'area Mediterranea (Spagna in testa). E con il cambiamento climatico, il fabbisogno di acqua è destinato ad aumentare. Quello della dissalazione dunque è un settore della Blue Economy in decisa crescita.

Spesso però i dissalatori rappresentano un rischio per l'habitat marino a causa del materiale di scarto - la salamoia - che viene sversato vicino alle coste. E l'acqua prodotta non sempre è effettivamente idonea al consumo umano. Il problema è stato affrontato e approfondito oggi al convegno "Alternative sostenibili ai dissalatori sulle isole. Allarme inquinamento e qualità delle acque" organizzato da Fondazione UniVerde e da Marevivo in partnership con Marnavi che ha presentato la sua unità di dissalazione mobile in grado di produrre, stoccare e trasportare acqua portabile.

Una nave che in realtà è un vero e proprio acquedotto mobile. Una tecnologia innovativa, made in Italy, per produrre acqua potabile su larga scala che evita l'impatto ambientale sull'habitat marino e sulle coste, riduce anche i costi dell'energia per le isole e può approvvigionare più luoghi.

Il progetto, realizzato con il supporto del Mise nell'ambito del programma di ricerca europeo Horizon 2020, oggi è realtà. A illustrare durante il convegno il funzionamento del dissalatore marino mobile è stato Fernando Esposito, Direttore Tecnico di Marnavi.

L'acqua - ha spiegato - viene prelevata su fondali profondi centinaia di metri, quindi viene sottoposta a un processo prima di filtrazione e poi di microfiltrazione per eliminare particelle residue e batteri. L'acqua viene quindi inviata, attraverso delle tubazioni, alle membrane ad osmosi inversa, la tecnologia di dissalazione che permette di separare il permeato dalla salamoia. Quest'ultima, a differenza di quanto avviene con i dissalatori di terra, non viene dispersa in un unico punto a pochi metri dalla fascia costiera alterando l'habitat marino, ma in mare aperto. La salamoia viene portata attraverso un tubo a poppa e viene smaltita gradualmente con la nave in movimento sfruttando il movimento dell'elica per ottenere la massima dispersione e quindi il minor impatto sul mare.

Il permeato, il prodotto finale dell'osmosi inversa, viene quindi remineralizzato per rendere l'acqua ottimale per il consumo umano. Il dissalatore marino mobile - ha evidenziato Esposito - ha ulteriori vantaggi rispetto al dissalatore di terra poiché quest'ultimo, in caso di fermo impianto, di improvvisi fabbisogni o di emergenza idrica, richiede il ricorso al trasporto via mare di acqua potabile, che rappresenta un costo ulteriore. La tecnologia messa a punto da Marnavi potrebbe quindi rappresentare una reale alternativa ai dissalatori a terra e non solo in Italia.

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