Ambiente, il sistema delle dighe e lo sviluppo del Mezzogiorno

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Roma, 5 ott. (askanews) – Il sistema delle dighe e lo sviluppo del Mezzogiorno, la difesa del territorio e le intese con autorità locali e centrali, facendo riferimento a leggi e direttive. E’ un compito importante e ambizioso quello del Distretto dell’Appennino Meridionale che rappresenta una superficie di circa 67.459 chilometri quadrati, e comprende 1.632 Comuni con una popolazione residente al 2020 di 13.389.146 abitanti. Interessa 7 Regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e in parte Abruzzo e Lazio), 17 bacini idrografici, 25 province, 100 comunità montane, 39 consorzi di bonifica, 879 aree naturali protette.

Le 81 dighe sono utilizzate per la “produzione di energia elettrica, di acqua potabile od a scopo irriguo”. Il segretario del Dam, la geologa Vera Corbelli, ha spiegato: “Che cosa significa difesa del suolo? Significa conoscere, conoscere questa risorsa. Conoscerla bene, in potenzialità e criticità. Tutto il percorso per il Mezzogiorno è stato finalizzato ad individuare ed attuare delle strategie di gestione delle risorse idriche e dei rischi idrogeologici con supporto anche allo sviluppo socioconomico. Per incrementare l’occupazione giovanile, sviluppare il sistema impresa e contribuire alla ripresa del Mezzogiorno”.

Le proposte per il Recovery Fund sono interventi di rilievo strategico su base distrettuale, finalizzati all’incremento della sicurezza e resilienza dei sistemi di approvvigionamento idrico primario per gli usi civili, agricoli, industriali ed ambientali. Tra questi c’è ad esempio la diga di Campolattaro in Campania o la riqualificazione di parte del sistema irriguo del Fortore.

Corbelli poi ha sottolineato: “Abbiamo zone ad alta criticità come il basso Volturno oppure la foce del Sele, aree su cui si sta lavorando sia in termini di pianificazione che di programmazione e gestione, come vuole l’Unione europea. Mettendo al centro il bene, le grandi potenzialità del Mezzogiorno, intervenendo per tutelarle, quindi fare delle azioni mirate su quelle pressioni che minacciano. Questi beni, tra l’altro, costituiscono un elemento significativo del nostro territorio”.

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