Ambiente, Padre Fortunato: letteratura per sensibilizzare

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Roma, 26 ago. (askanews) – Letteratura e ambiente, insieme per vincere la sfida dei cambiamenti climatici. Dall’idea del maestro tintore Claudio Cutuli e di Vera Slepoj è nato così il premio “Le pagine della Terra”, giunto alla seconda edizione e dedicato al romanzo green. Parola d’ordine, sensibilizzare. E responsabilizzare. Un percorso, quello ambientale, alla base stessa del francescanesimo, laddove la vita stessa del poverello di Assisi assurge a capolavoro letterario anche di ecosostenibilità, oltre che di spiritualità assoluta. Ne parliamo con padre Enzo Fortunato, promotore con Ermete Realacci, presidente di giuria del premio, del Manifesto di Assisi.

“I testi legati alla Terra alla natura e all’ambiente ci dicono che i loro autori sono persone che sensibilizzano e sono sensibili a questo grande tema oggi al centro del dibattito dell’opinione pubblica, purtroppo meno della politica. Vorremmo invece la stessa sensibilità in colore che si occupano della cosa pubblica. Chi divulga la sensibilità verso l’ambiente ci consente di imparare poi a leggere il libro della natura. Che è il libro della vita. Ognuno di noi è impastato di questa natura, di acqua e di terra, due elementi primordiali. C’è la necessità di recuperare questa armonia, come ha ricordato il Papa nella Laudato Si’ in maniera molto forte e significativa”.

E da San Francesco arriva l’opera letteraria forse più forte di tutti i tempi nella descrizione del rapporto tra l’uomo e il suo ambiente, il Cantico delle Creature: “Il cantico delle creature ci offre delle suggestioni straordinarie, direi degli architravi per il nostro rapporto con la natura e con l’ambiente. Innanzitutto siamo chiamati a dialogare con un ambiente che ci parla, essendo capaci di leggere i segnali che ci manda. Poi Francesco, nel chiamare le realtà che lo circondavano fratello o sorella, alla Terra da due appellativi, madre e sorella. Ad indicare il doppio legame di appartenenza e di responsabilità che l’uomo è chiamato a mettere in atto. C’è un terzo architrave infine, la capacità di entrare in armonia, credo che questa sia la sfida più importante”.