Ambiente, a Terni api in acciaieria per tenere pulita l’aria

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 11 feb. (askanews) - Per la prima volta le api entrano in una acciaieria italiana, come alleati per la tutela dell'ambiente. E' quanto accade alla Acciai speciali Terni, storica azienda siderurgica italiana, al cui interno sono stati installati due apiari costituiti da 10 alveari ciascuno con colonie di api italiane autoctone di Apis mellifera ligustica (Spinola, 1806) certificate. Si tratta della specie più indicata per perlustrare il territorio circostante, reperire dall'ambiente l'eventuale dispersione degli inquinanti nella conca Ternana e individuare così le aree sensibili per lo sviluppo di una rete di monitoraggio.

Sono diversi i progetti che hanno previsto l'utilizzo delle api come "sentinelle" dell'ambiente" nel mondo: a Bologna, a Roma, a Vancouver, addirittura a Chernobyl le api sono state ingaggiate per capire lo stato del territorio dopo il disastro nucleare.

Attraverso l'esame dell'alimento prodotto dalle api è possibile stabilire le quantità di metalli pesanti presenti nell'atmosfera delle città. Piombo, nichel, cadmio sono assorbiti dal metabolismo dell'"Apis Mellifera" selezionate per individuare i livelli massimi metalli nell'atmosfera, trasformando così i piccoli insetti in dei veri e propri bio-indicatori. Oggi il monitoraggio è divenuto più sofisticato e gli insetti non subiscono alcun danno per fornire informazioni: basta analizzare il polline raccolto e il miele e la cera prodotti per valutare la presenza di elementi come il fluoruro, il piombo, lo zinco, il naftalene e persino composti radioattivi come il cesio, il trizio e il plutonio. E dal momento che questi imenotteri visitano migliaia di fiori in un solo giorno, di solito in un raggio stretto di fino a 3 km attorno alla loro casa, sono in grado di restituire un sistema di valutazione fortemente localizzato.

Per realizzare questo progetto, Acciai Speciali Terni ha stretto un'intesa con il Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie dell'Università degli studi di Perugia.