Ambiente: Wwf, il 95% dei rifiuti marini è fatto di plastica

Gci

Roma, 30 set. (askanews) - La prima generazione di plastica prodotta nel 1950 è ancora con noi: il record di persistenza nell'ambiente marino per il materiale plastico va dalle lenze da pesca abbandonate in mare, 600 anni, ai 400 anni per le fascette di imballaggio delle lattine o 450 anni per le bottiglie di plastica. Il 95% dei rifiuti marini è costituito da materie plastiche che inquinano coste, superficie e fondali marini. Ogni anno 8 milioni di tonnellate di soli materiali plastici finiscono in mare: questo vero e proprio 'highlander' naviga con 150 milioni di tonnellate sparse nei mari di tutto il mondo. Sono alcuni dei dati presentati questa mattina dal WWF a Trieste nel secondo giorno di apertura di Barcolana, lo storico evento velico che si concluderà l'8 ottobre la tradizionale regata, e che prevede, nel ricchissimo calendario di iniziative, una serie di appuntamenti proposti dall'Associazione ambientalista, tutti legati da un fil rouge: la lotta alla plastica in mare.

Il messaggio lanciato dal WWF è quello che combattere la plastica in mare è possibile e che il principio base è l'approccio basato su un'economia circolare che prevenga la generazione del rifiuto, disegnando prodotti longevi, riparabili, recuperabili e riciclabili alla fine del loro utilizzo. Un approccio da affiancare da una maggiore efficienza nei sistemi di raccolta e dal cambiamento comportamentale del consumatore. "Stati, aziende e consumatori devono farsi promotori ed attuatori di un nuovo modello di economia circolare per il mare che riduca la dispersione di plastiche, divenuta oramai una vera emergenza", è il messaggio che ha voluto dare la Presidente del WWF Italia, Donatella Bianchi aggiungendo che che "l'impatto è diventato insostenibile, sia per gli habitat che per le specie e per la nostra salute".