Ambiente, Wwf rilancia progetto Plastic smart cities

Image from askanews web site
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Roma, 21 giu. (askanews) - La lotta alla plastica in natura "ha bisogno di un impegno collettivo, meglio se guidato da chi ha la funzione di gestire direttamente la vita dei cittadini". Per questo motivo è nato, in questi anni, il progetto globale del WWF, "Plastic Smart Cities" che mira a fare delle città veri e propri centri di soluzione per implementare le migliori pratiche per prevenire, ridurre e gestire la plastica sempre più come risorsa e non come rifiuto.

Il Mar Mediterraneo, sottolinea l'associazione ambientalista, è una delle aree più colpite dall'inquinamento da plastica, visto che il nostro bacino è ormai "un hotspot di concentrazione delle plastiche in mare".

Secondo una recente analisi nel Mar Mediterraneo ogni anno finiscono 229mila tonnellate di plastiche, l'equivalente del contenuto di 500 container scaricati in acqua ogni giorno e ha anche un triste primato: nelle sue acque si trova la più alta concentrazione di microplastiche mai misurata nelle profondità di un ambiente marino: 1,9 milioni di frammenti per metro quadrato. Più della metà di questa plastica, rileva ancora il Wwf, proviene da soli 3 Paesi: il 32% dall'Egitto, il 15% dall'Italia e 10% alla Turchia. "Molte città affacciano sulle coste del Mediterraneo, dunque - si spiega in una nota - hanno un ruolo chiave nella prevenzione della dispersione della plastica nel mare, infatti, le attività costiere e una gestione inefficiente dei rifiuti, che peggiora ulteriormente nel periodo estivo a causa dell'aumento dei flussi turistici e delle relative attività ricreative, sono tra le principali fonti di immissione della plastica in mare. Tra le prime 10 città più inquinanti del Mediterraneo: ben 5 sono italiane (Roma - che detiene il primato assoluto - Milano, Torino, Palermo e Genova)".

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