Ambiente, Wwwf: continua urbanizzazione aree a rischio

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Roma, 21 nov. (askanews) - "In Italia se consideriamo i primi 20 bacini idrografici, di questi solo 4 hanno un'urbanizzazione inferiore al 10%, mentre ben 16 hanno un livello di urbanizzazione tra il 10% e il 25% ben superiore alla media italiana che è 7%. Questo uno dei tanti dati emerso oggi al convegno "Un futuro per i nostri fiumi - dal dissesto alla siccità, alla tutela degli ecosistemi d'acqua dolce: strategie per l'adattamento ai cambiamenti climatici" organizzato dal WWF nello spazio Italia del Parlamento europeo e nel quale sono intervenuti rappresentanti del mondo politico e istituzionale (Ministero Ambiente, ISPRA, Autorità di Distretto, Contratti di fiume, CIRF, ANBI, Protezione civile).

"E' necessario un cambio di rotta nella gestione dei fiumi - ha detto Andrea Agapito, Responsabile Acque WWF Italia - per avviare quegli interventi di rinaturazione e riqualificazione fluviale fondamentali per restituire resilienza e funzionalità ecologica ai fiumi, già previsti ma che non vengono portati avanti. Sono questi i veri interventi urgenti di adattamento ai cambiamenti climatici che sono l'unica risposta che si può' dare rispetto a cio' che sta accadendo in questi giorni in Italia, da Venezia a Matera"

Nel corso dell'incontro il WWF ha presentato il report "Liberiamo i fiumi" con le 5 proposte per uscire dall'emergenza e ricostruire un rapporto sano con gli ecosistemi d'acqua dolce, che forniscono indispensabili servizi ecosistemici: "Il report WWF presentato oggi è un vero fiume in piena con osservazioni e dati. Speriamo che il governo li accolga perché la rinaturazione è l'unica strada possibile per la sicurezza di persone e ambiente" ha detto la presidente WWF Donatella Bianchi.

Le 5 richieste del Wwf

1) Adeguare, integrare e rendere operativo il "Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici

2) Rilanciare le autorità Distretto, adeguatamente rafforzate sul piano istituzionale e organizzativo, come previsto dalle Direttive europee "Acque" e "Alluvioni" , che dovranno realizzare infrastrutture verdi e rinaturazione per ridurre il rischio idrogeologico

3) Promuovere il ruolo delle "città metropolitane" come laboratori dell'adattamento ai cambiamenti climatici su area vasta

4) Garantire necessarie risorse economiche per mitigazione rischio e il miglioramento dello stato ecologico dei corpi idrici

5) Fermare il consumo del suolo, con una chiamata alla responsabilizzazione dei Comuni (Segue)