Ambra Sabatini oro nei 100 metri, tripletta storica con Caironi argento e Contrafatto bronzo

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Tokyo 2020 Paralympic Games - Athletics - Women's 100m - T63 Final - Olympic Stadium, Tokyo, Japan - September 4, 2021. Ambra Sabatini of Italy rcelebrates after winning gold and setting a new World Record, Martina Caironi of Italy celebrates after winning silver, and Monica Graziana Contrafatto of Italy celebrates after winning bronze REUTERS/Marko Djurica (Photo: MARKO DJURICA via REUTERS)
Tokyo 2020 Paralympic Games - Athletics - Women's 100m - T63 Final - Olympic Stadium, Tokyo, Japan - September 4, 2021. Ambra Sabatini of Italy rcelebrates after winning gold and setting a new World Record, Martina Caironi of Italy celebrates after winning silver, and Monica Graziana Contrafatto of Italy celebrates after winning bronze REUTERS/Marko Djurica (Photo: MARKO DJURICA via REUTERS)

L’Italia trionfa nei 100 metri piani alle Paralimpiadi di Tokyo 2020. Oro per Ambra Sabatini, come Marcell Jacobs che aveva trionfato a sorpresa ai Giochi olimpici. Ma le Azzurre riescono a fare ancora di più in quella che è una spedizione trionfale per lo sport paralimpico, con una storica tripletta.

Nei 100 metri categoria T63 (atleti che competono con protesi a un arto) sul gradino più alto va Ambra Sabatini, 19enne originaria di Livorno e residente a Porto Ercole, che con 14″11 ha realizzato il record del mondo. Argento a Martina Caironi, 31enne originaria di Alzano Lombardo (Bergamo) e residente a Bologna (14″46) e bronzo a Monica Graziana Contrafatto, 40enne originaria di Gela (Caltanissetta) e residente a Roma (14″73). L’Italia raggiunge così le 69 medaglie a questi Giochi.

Caironi, Sabatini e Contrafatto si erano qualificate per la finale dei 100 metri con i primi tre tempi assoluti. Nella prima batteria Sabatini aveva migliorato il suo stesso record del mondo abbassandolo a 14′39, con la Contrafatto seconda in 14.72. Nella seconda batteria la Caironi aveva risposto alle due connazionali andando subito a riscrivere il record mondiale a 14′37.

Le Paralimpiadi volgono al termine, ma regalano ancora medaglie all’Italia. Come l’argento nell’arco misto della coppia formata dalla torinese Elisabetta Mijnoe e dal milanese Stefano Travisani. Quest’ultimo ha commentato la sconfitta con la Russia dicendo che “dico sempre che l’argento è una medaglia persa, ma alla prima paralimpiade, con un sacco di emozioni, va bene così”.

Sarà Matteo Parenzan a portare la bandiera italiana alla cerimonia di chiusura in programma domenica allo stadio Olimpico di Tokyo. L’atleta triestino, appartenente alla squadra azzurra di tennistavolo e più giovane componente della spedizione con i suoi 18 anni compiuti proprio il 23 giugno è stato scelto perché “rappresenta l’Italia paralimpica che guarda al futuro - ha sottolineato il presidente del Cip Luca Pancalli - In questa Paralimpiade abbiamo ottenuto un risultato storico con un team costituito da tanti esordienti ma anche da numerosi veterani. Da domani lavoreremo per costruire un nuovo ciclo che possa garantire al nostro Paese di rimanere nel gruppo delle nazioni più forti del mondo. Matteo è l’anello di congiunzione fra un presente luminoso e un futuro che ci auguriamo possa essere sempre più radioso”. Entusiasta l’atleta azzurro: “Sono davvero felicissimo ed emozionato. Un ruolo davvero prestigioso, quello di poter portare in alto il Tricolore italiano alla cerimonia di chiusura, i colori di una nazionale e di un Comitato paralimpico intero. Ho coronato un altro grande sogno, dopo aver potuto partecipare a un’esperienza davvero unica: dovrò essere bravo a metterla in pratica già dai prossimi tornei”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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