Ambulante ucciso, un testimone: "Era feroce, impossibile dividerli"

Ambulante ucciso, un testimone:
Ambulante ucciso, un testimone: "Era feroce, impossibile dividerli" (Foto Facebook)

L'uccisione dell'ambulante nigeriano Alika Ogorchukwu ha sconvolto l'Italia. Ancora di più hanno sconvolto le immagini dell'omicidio, girate da persone che erano in prossimità del luogo e che sui social sono accusate da tutti di aver preferito fare video piuttosto che intervenire a salvare la vita della vittima. A queste accuse risponde uno dei diretti interessati: "Smettetela di dire che nessuno è intervenuto per salvare Alika, smettetela di accusarci di indifferenza, io c'ero mentre quell'energumeno uccideva Alika", ha spiegato un testimone, "ho provato a fermarlo, non ci sono riuscito, però ho chiamato la polizia e l'ho fatto arrestare".

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"Ero alla fermata dell'autobus, con le spalle al corso, non mi ero accorto di nulla finché non ho sentito le urla disumane di Alika", ha continuato il testimone, "mi sono girato e ho visto Filippo Ferlazzo che lo massacrava a colpi di stampella". Il testimone ha continuato spiegando che era impossibile in quel momento intervenire e separare i due uomini: "Quel tipo era feroce. Gli gridavo: basta, lo ammazzi, mi sono avvicinato e con un calcio ho allontanato la stampella con cui stava colpendo Alika. Inutile, perché Ferlazzo lo stava finendo a mani nude. Per poi alzarsi e andare via".

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"Subito dopo aver allontanato con un calcio la stampella, quando ho visto Ferlazzo andare via, dopo aver ucciso il povero ambulante, ho chiamato la polizia e, temendo che non sarebbero arrivati in tempo per arrestarlo, appena ho visto avvicinarsi la macchina, mi sono buttato in mezzo alla strada per fermarli", ha spiegato il testimone, che ha indicato l'assassino agli agenti e lo ha fatto arrestare. "Sapete quanto è durato questo incubo? Diciassette minuti", ha concluso, "eravamo in quattro: una signora anziana, una ragazza, un uomo di una certa età con il cane e io. Come avremmo potuto fermare quell'uomo? Per questo rifiuto le accuse di razzismo e di indifferenza".

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Intanto, il legale della famiglia di Alika ha rispedito al mittente le scuse dell'assassino: "Le scuse non bastano, ora serve solo giustizia e non vendetta. È difficile riuscire a comprendere quello che è successo. Se c'è un risvolto psichiatrico che si inserisce nelle cause dell'omicidio di Alika, serve riflettere: se Ferlazzo aveva un amministratore di sostegno, pare fosse la madre, perché questi non era vigilato? Bisognerà avviare una serie di verifiche".

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