"In America sarei fuori dal carcere su cauzione". Natale Hjorth incontra i Radicali

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Gabriel Christian Natale Hjort, indagato nel caso dell’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega insieme all’amico Elder Finnegan Lee, ha incontrato una rappresentanza del partito Radicale nell’ambito dell’iniziativa “Ferragosto in carcere”. Ne dà conto il Corriere della Sera

«Nella mia città, San Francisco, forse non sarei stato in carcere: sarei uscito su cauzione». Da quasi un mese Regina Coeli è diventata la casa di Gabriel Christian Natale Hjort, il 19enne americano indagato con l’amico Elder Finnegan Lee per l’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega. Il giovane - finito suo malgrado al centro di aspre polemiche per essere stato bendato e fotografato in una caserma dell’Arma prima dell’arresto - è tra i detenuti che affollano il carcere di via della Lungara. Un penitenziario che potrebbe contenere al massimo 616 reclusi e che, invece, ne conta 1020.

L’iniziativa dei Radicali è volta a sottolineare le difficili condizioni in cui versano i detenuti e l’intera macchina penitenziaria.

Nei penitenziari italiani i Radicali contano diecimila detenuti in più della capienza regolamentare. Rebibbia nuovo complesso segue il trend, come Regina Coeli: 1.608 detenuti anziché un massimo di 1175. Con 130 agenti penitenziari in meno nella pianta organica. «Non siamo qui per pietismo - spiega Ilari Valbonesi, membro del consiglio generale del partito radicale e capodelegazione di Rebibbia nc -. Il carcere è un tema politico che riguarda la gestione della giustizia, dalle misure alternative al rispetto dei diritti. Dei detenuti, ma anche di chi ci lavora

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