Amministrative: centrodestra esorcizza rischio 'cappotto', a Roma affronta 'caso Calenda'

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Nessuno lo dice apertamente ma si compulsano i sondaggi, gli ultimi focus. Con la speranza che nel rush finale elettorale si conquistino i consensi degli indecisi e si avveri il 'miracolo politico'. Nel centrodestra si fanno calcoli sull'esito delle amministrative e il fantasma di un 'cappotto' a favore del centrosinistra aleggia, sempre di più. E a complicare la situazioni, se non a compromettere addirittura i già delicati equilibri interni a meno 7 dal voto, ci pensa Giancarlo Giorgetti, che intervistato da 'La Stampa' spiazza a tutti e lancia un siluro contro Enrico Michetti, tirando quasi la volata a Carlo Calenda per la corsa al Campidoglio. ''Michetti è un candidato sbagliato? Non lo so, ma so che quello giusto sarebbe stato Bertolaso... La vittoria a Roma dipende da quanto Calenda riesce ad intercettare il voto in uscita dalla destra", attacca il numero due di via Bellerio, suscitando l'immediata reazione a sinistra e in casa propria, nonostante la precisazione di Matteo Salvini (''Enrico sarà un ottimo sindaco'').

''Non condivido il 90% delle cose dette da Giorgetti ,vada a fare la campagna elettorale a Varese e lasci fare ai romani la campagna per Roma che è meglio", sbotta un inviperito Antonio Tajani, al termine di un incontro a palazzo Chigi con il premier Mario Draghi. Polemiche a perte, per ora, la coalizione, Forza Italia, in particolare, 'si aggrappano' alla Calabria, dove viene considerata scontata la vittoria dell'azzurro Roberto Occhiuto alle regionali come governatore. Non a caso, Matteo Salvini 'chiuderà la sua campagna ( anche) a Catanzaro, con un comizio venerdì, alle 18. In tanti, raccontano fonti azzurre, cercheranno ora di mettere il 'cappello' sull'eventuale successo nella Regione guidata dalla compianta Jole Santelli, scomparsa prematuramente. Si attende, infatti, una 'processione' di parlamentari forzisti, big e peones, per celebrare, (se tutto dovesse andar male), l'unica conquista della coalizione i questa tornata, la prima post Covid.

Se da un lato il centrodestra può 'consolarsi' con la Calabria, dall'altro lato, si sta facendo di tutto per provare a strappare Torino o Roma agli 'avversari' ed evitare il 'cappotto', appunto, nelle città più importanti chiamate al voto. La senatrice Daniela Santanchè, coordinatrice di Fdi in Lombardia, prima mette le mani avanti (''Queste città sono sempre state dall'altra parte, e poi, i sindaci uscenti, si sa, partono avvantaggiati, nonostante il pessimo lavoro"), ma si dice ottimista e non crede al flop, convinta che ai ballottaggi per Roma e Torino ci sono possibilità di spuntarla.

''Al netto della Calabria dove vinciamo al primo turno -dice la senatrice all'Adnkronos-. A Roma con Michetti siamo nettamente avanti, a Torino con Damilano anche". In entrambi i casi, sembra, si deciderà tutto al secondo round e, assicura, "noi ce la giochiamo senza dubbio...''. Secondo fonti Fdi, Enrico Michetti potrebbe farcela al ballottaggio sia con Roberto Gualtieri, ''grazie alle divisioni interne alla sinistra', sia con Virginia Raggi, mentre ''in caso di 'spareggio' con Calenda, perderebbe''. Con una lettera-appello elettorale sui social oggi Silvio Berlusconi è sceso in campo a sostegno di Michetti, sottolineando la ''formazione moderata'' dell'avvocato fortemente voluto da Giorgia Meloni, lanciando un messaggio preciso agli alleati: senza Fi, ovvero l'area di centro, non si va da nessuna parte.

''A Roma è una sfida elettorale difficile, ma come la storia ci insegna, le competizioni si vincono se c'è un forte centro trainante, che rappresenta la casa di tutti i moderati", il monito del Cav. Quasi, un modo, secondo alcuni azzurri, per rimarcare la differenza politica su contenuti e valori tra Forza Italia e gli alleati sovranisti senza però mettere in discussione l'unità della coalizione, considerata fondamentale per vincere.

Non è passato inosservato poi il fatto che l'ex premier cita solo la Raggi, per bacchettarla, senza fare nessun accenno altri 'avversari', ovvero Roberto Gualteri, l'ex ministro dell Pd e Carlo Calenda, leader di 'Azione'. "L'amministrazione Raggi purtroppo ha tradito le speranze di cambiamento di chi l'ha votata ed ha accentuato - invece di arrestarlo- il degrado ereditato da vent'anni di giunte di sinistra", avverte il presidente di Fi. Secondo alcuni, Berlusconi, forse consapevole di come andrà a finire e complice anche lo stato di salute, non ci metterà la faccia come ai vecchi tempi. L'unica gioia sarà quella che potrebbe arrivare dalla Calabria, che per lui e Fi resta l'unico tesoretto da far valere quando ce ne sarà bisogno.

Alle prese con il caso Morisi, Salvini tira avanti per la sua strada, continuando il suo tour elettorale. Colpisce, però, lo sfogo nella tappa di Santo Stefano di Magra (La Spezia), per sostenere il candidato sindaco Emanuele Cucchi: ''Portate questo messaggio a tutti: chi non vota e poi si lamenta da sempre e borbotta è complice della sinistra. Chi non vota è complice della sinistra e del vecchio. Chi non vota poi non rompa le scatole che le cose non cambiano...''. Quasi a dire, non vi lamentate se poi non fare nulla per mandar via la sinistra.

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