Amministrative: sondaggista Noto (Swg), 'astenuti? in parte ex 5s, ma colpiti tutti'

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Roma, 5 ott. (Adnkronos) – Alle elezioni amministrative 2021 ha vinto una certezza: "L'accettazione: il vero cambiamento non può esserci. Meglio sottrarsi alla scelta". Crolla infatti l'affluenza che si attesta al 54,69% con il record di un elettore su due che non va alle urne. E "vince il partito degli astenuti. Una parte di loro avrebbe votato 5 Stelle, ma l'impressione è che abbia colpito un po' tutti". Ne parla con l'Adnkronos Maurizio Pessato, vice-presidente Swg, società specializzata in ricerche di mercato, di opinione, istituzionali, studi di settore e osservatori che precisa: "Nelle grandi città gli astenuti sono un po' più di centrodestra. In parte questo è dipeso dall'assenza di candidati forti ma anche lì dove c'erano figure apprezzate l'affluenza è stata bassa. Dunque si riscontra una disillusione di fondo".

E' comunque troppo presto per fare analisi: "ci si è concentrati troppo sulle grandi città dove si è ripreso il centro sinistra ed ha sofferto il centro destra, che però si muove adeguatamente sul resto del territorio – fa presente il sondaggista – Se da una prima lettura si potrebbe affermare che sia stato di poco più colpito il centrodestra, si evince poi chiaramente che anche il centrosinistra lo è stato già guardando ad alcuni risultati come Grosseto o Novara. Addirittura a Milano – rimarca Pessato – al primo turno è entrato il sindaco uscente ma hanno votato meno del 50% dei cittadini, il che vuol dire: 'A me interessa poco".

Non sorprende il boom dei partiti no vax: "perché sono parte della protesta. Le contestazioni di un tempo portate avanti da 5s e Lega sono sfumate, così proliferano nuove nicchie, le chiamerei cosi, che segnalano alcuni disagi di fondo nella società con oggi un catalizzatore: il sentimento anti green pass. Ma sono fuochi di paglia, nascono e muoiono perché non si può investire solo su questo argomento". Rischio frammentazione in nicchie alle prossime politiche? "E' la tendenza. Alle prossime politiche dovremo farci i conti, ma ritengo che poche resteranno fuori dagli alveoli. La frammentazione c'è già stata in passato in Italia dopo il 1992 con la Rete, Di Pietro ed altri gruppi – ricorda – Poi però tornavano in un alveolo federativo".

(di Roberta Lanzara)

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