"Ammore e malavita" e le migliori commedie sulla mafia e i gangster

Serena Rossi e Giampaolo Morelli sono i protagonisti di “Ammore e malavita”

In attesa dell’uscita al cinema di “Ammore e malavita”, il nuovo film dei Manetti Bros (qui trovate la loro intervista), nelle sale dal 5 ottobre 2017, ecco uno speciale dedicato alle migliori commedie che hanno trattato con ironia il tema dei boss e delle organizzazioni mafiose.

“Johnny Stecchino” (1991) di Roberto Benigni

Diretto ed interpretato da Roberto Benigni, il film racconta la storia di Dante, un ingenuo autista di scuolabus per ragazzi disabili con la passione per le banane che dopo essere stato quasi investito, si innamora della guidatrice, Maria (Nicoletta Braschi). Viene invitato in Sicilia da Maria, la moglie del boss che pensa di sacrificare il sosia per salvare il marito.

Fun fact: il personaggio di Johnny Stecchino è ispirato a Charlie Stecchino, un mafioso che viene ucciso da un clan rivale all’inizio del film A qualcuno piace caldo.

“Terapia e pallottole” (1999) di Harold Ramis

Billy Crystal e Robert De Niro interpretano uno psichiatra compiacente e il suo paziente nevrotico, un boss della mafia, nella commedia di tema mafioso “Analyze This”. L’assassino mafioso don Paul Vitti fa allo psichiatra Ben Sobol un’offerta che non può rifiutare: liberarsi dei suoi attacchi di panico.

Ricordiamo anche il relativo sequel, “Un boss sotto stress” (2001).

“Mickey Occhi blu” (1999) di Kelly Makin

Famosissima la commedia con protagonisti Hugh Grant e James Caan. Michael Felgate (Hugh Grant) è un inglese trasferitosi a New York, che lavora come manager per la galleria d’arte Cromwell. Fidanzato con Gina Vitale (Jeanne Tripplehorn), le chiede di sposarlo ma lei rifiuta spiegandogli disperata che suo padre Frank (James Caan) e molti dei suoi cugini e zii sono gangster da tempo affiliati ad una famiglia mafiosa e teme che Michael possa essere coinvolto nei loro loschi affari.

Michael le assicura che non si farà coinvolgere in alcun modo, ma proprio alla festa di fidanzamento viene coinvolto nel contrabbando di denaro riciclato e ben presto l’FBI gli starà alle costole.

“Cose nostre – Malavita” (2013) di Luc Besson

La pellicola è l’adattamento cinematografico del romanzo Malavita di Tonino Benacquista. Giovanni Manzoni (De Niro) è un ex gangster mafioso italiano che si è pentito e ha testimoniato contro i suoi capi; per questo motivo lui e la sua famiglia (Michelle Pfeiffer, Dianna Agron, John D’Leo) vivono sotto copertura grazie al programma di protezione testimoni dell’FBI.

Ma fanno fatica ad abbandonare le loro abitudini mafiose…

“La mafia uccide solo d’estate” (2013) di Pif

Diretto ed interpretato da Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, volto noto in tv con il suo programma “Il testimone”, il film è ambientato a Palermo tra gli anni ’70 e ’90 e pone al centro della trama un bambino di otto anni di nome Arturo. Una storia d’amore che racconta i tentativi di Arturo di conquistare l’amata compagna di banco Flora, di cui si è innamorato alle elementari.

Sullo sfondo di questa storia sentimentale, scorrono e si susseguono gli episodi di cronaca accaduti in sicilia tra gli anni ’70 e ’90. Tutto visto dagli occhi e con lo stile di Pif.

“Un Boss in Salotto” (2014) di Luca Miniero

Cristina (Paola Cortellesi) è un’energica meridionale trapiantata in un piccolo centro del Nord dove è finalmente riuscita a costruirsi una vita e una famiglia perfette insieme al marito, Michele Coso (Luca Argentero), e ai loro due splendidi figli.

Un giorno Cristina, convocata in Questura, scopre che suo fratello Ciro (Rocco Papaleo) – che non vede da 15 anni – è implicato in un processo di camorra e ha chiesto di poter trascorrere gli arresti domiciliari a casa sua.

“Quel bravo ragazzo” (2016) di Enrico Lando

Con Luigi Luciano (Herbert Ballerina), Tony Sperandeo, Enrico Lo Verso, Ninni Bruschetta, Daniela Virgilio. Cosa succede se un potentissimo boss mafioso sta per morire e vuole lasciare il comando della sua spietatissima cosca a un figlio che non ha mai riconosciuto?  Ma, soprattutto, cosa succede se quel figlio è un innocuo, ingenuo e goffo ragazzotto di 35 anni che fa il chierichetto e che è vissuto in un orfanotrofio di un paesino del Sud Italia?

Ammore e malavita” (2017) dei Manetti Bros.

Napoli. Ciro (Giampaolo Morelli) è un temuto killer al servizio di don Vincenzo (Carlo Buccirosso), “o’ re do pesce”, e della sua astuta moglie, donna Maria (Claudia Gerini). Fatima (Serena Rossi) è una sognatrice, una giovane infermiera, che si trova nel posto sbagliato nel momento sbagliato. A Ciro viene dato l’incarico di sbarazzarsi di quella ragazza che ha visto troppo. Ma le cose non vanno come previsto. I due riscoprono l’amore mai dimenticato della loro adolescenza.

Per Ciro c’è una sola soluzione: tradire don Vincenzo e donna Maria e uccidere chi li vuole uccidere.
Nessuno può fermare l’amore. Inizia così una lotta senza quartiere tra gli splendidi scenari dei vicoli di Napoli e il mare del golfo. Tra musica e azione, amore e pallottole.

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