Ammutinamento della polizia in Bolivia, Morales: “Colpo di stato”

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Continuano le proteste dei cittadini dopo il risultato delle elezioni in Bolivia a cui si aggiunge anche l’ammutinamento da parte della Polizia avvenuto in varie città. Il presidente Evo Morales ha parlato di colpo di stato e pericolo per la democrazia.

Ammutinamento della polizia in Bolivia

Un’alleanza insolita quella tra manifestanti e forze dell’ordine, che però in Bolivia viaggia unita contro il governo. I primi chiedono infatti le sue dimissioni in piazza, mentre i secondi si rifiutano di affrontarli stanziandosi sul tetto del loro quartier generale. L’ammutinamento sarebbe iniziato nel pomeriggio di ieri, venerdì 9 novembre, nell’Unità tattica di operazioni di polizia di Cochabamba.

Qui un piccolo gruppo di poliziotti ha chiesto le dimissioni del comandante locale, accusato di essersi schierato con Morales durante le ultime proteste. Dal tetto dell’edificio dell’unità hanno quindi sventolato bandiere nazionali e cantato il loro inno, con la piena approvazione della folla. Da questa città, l’esempio si è esteso a settori di agenti di altri cinque dipartimenti, ovvero Chuquisaca, Tarija, Santa Cruz, Potosì e Oruro.

Il governo ha dichiarato di non voler intervenire militarmente per porre fine a questa situazione e ripristinare l’ordine. Anzi, il Presidente Morales ha parlato degli agenti come di gruppi violenti che attentano all’ordine costituzionale. Ha inoltre denunciato alla comunità internazionale l’attacco allo stato di diritto e definito la situazione come un golpe che mette a rischio la democrazia.

Ha comunque ribadito che, nonostante le proteste di militari e cittadini, non rassegnerà le dimissioni in quanto si considera legittimamente eletto dalla comunità. Il fronte di opposizione continua invece a chiedere nuove votazioni, sostenuto da diversi candidati civici. Questo perché secondo loro ci sarebbero state delle anomalie nel conteggio delle schede elettorali.